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San Benedetto Ullano: incontro sulla toponomastica dei paesi arbėreshė 

Da mesi in pressoché tutti i comuni arbėreshė della Calabria e della Basilicata č entrato in funzione lo sportello linguistico, un ufficio la cui istituzione si deve grazie ad un finanziamento regionale erogato ai sensi della Legge 482 del 1999 che ha stabilito le  norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Questo ufficio la cui attivitą avrą durata annuale č destinato allo svolgimento di varie attivitą miranti alla salvaguardia, alla divulgazione e alla valorizzazione del patrimonio arbėresh. Anche a San Benedetto Ullano da circa un mese č entrato in funzione questo ufficio e nell’ambito delle iniziative promosse e organizzate dagli operatori linguistici, Daniela Moccia e Temistocle Mosciaro, attualmente in servizio, giorni fa (domenica 19 dicembre), si  č tenuto nella sala consiliare di questo piccolo centro arbėresh un incontro sul tema: «La toponomastica dei paesi arbėreshė: ricerca di criteri comuni/Toponomastika e katundevet arbėreshe: tuke kėrkuar kritere tė pėrbashkėta». L’incontro, aperto dal saluto del sindaco, Gianni Carnevale, ha visto la partecipazione del professor Francesco Altimari, docente di lingua e letteratura albanese all’Universitą della Calabria, nonché responsabile del coordinamento provinciale degli sportelli linguistici ormai operativi in tutti i comuni arbėreshė;  accanto a lui č intervenuta la dott.ssa Marisa Mortati, giovane studiosa arbėreshe di Civita. Il prof. Altimari ha illustrato i 3 possibili modelli da seguire nella realizzazione della toponomastica bilingue nei paesi arbėreshė quali: il modello minimale che non recupera nulla della tradizione toponomastica locale e prevede la traduzione nell’alfabeto albanese solo dei termini via, vico, corso ecc., mentre in italiano resta il nome della via, del vico. Questo modello necessita dell’introduzione di un’ulteriore segnaletica, distinta da quella ufficiale, per indicare il toponimo locale.

Il secondo modello, di tipo misto, prevede la traduzione nell’alfabeto albanese dei nomi di vie dedicate a personaggi arbėreshė o albanesi, mentre in italiano vengono lasciati quelli di personaggi italiani. Il terzo modello prevede la riproposizione di tutti i toponimi nei due alfabeti italiano e albanese.

La dott.ssa Mortati subito dopo ha illustrato il metodo che ha seguito per svolgere una ricerca toponomastica in vari paesi arbėreshė e ha spiegato come esso si potrebbe applicare al lavoro che si dovrą condurre in diverse comunitą arbėreshe appunto per realizzare una toponomastica bilingue che valorizzi, recuperandola prima che scompaia la tradizione dei toponimi locali.

All’incontro erano presenti gli operatori degli sportelli linguistici di numerosi paesi arbėreshė.

Daniela Moccia

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