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ADNKRONOS, 2 GIUGNO 2006, ORE 11,26
LIBRI: PIERFRANCO BRUNI, IL MEDITERRANEO COME DESTINO
LA RICERCA DEL SENSO LETTERARIO TRA LE PIETRE DEI GIORNI


Roma, 2 giu. (Adnkronos) - Il viaggio nella letteratura e' un percorso dentro l'anima delle parole e tra i racconti dello scrittore. Un itinerario lungo il quale si possono rintracciare profili e matrici nelle quali le identita', le eredita' e i legami intrecciano la scrittura all'idea del 'Mediterraneo come destino'. Ci si incammina dalla nostalgia al sentimento di appartenenza dentro questo 'mare di scritture', quel mare che, per dirla con Hegel, e' l'aperto, il largo dopo gli scogli, il vento del confronto. Uno spirito inquieto alberga ancora tra i templi greci e la possente percorrenza latina, il parlare dei popoli, l'adorabile confusione araba dei mercati, la memoria di Federico II o di Corradino di Svevia.

Il Mediterraneo e la sua cultura e' un luogo fisico, la nostra appartenza, ma anche e soprattutto un 'topos' interiore, un racconto. E uno stare al mondo. Di questo itinerario di uomini, itinerari e atmosfere, ci racconta l'ultimo, poderoso contributo di Pierfranco Bruni, 'Mediterraneo. Percorsi di civilta' nella letteratura del Novecento' (Ed. Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi, Taranto, pp.410, s.i.p., per inf. 3494282197), che raccoglie ben 110 contributi dello scrittore calabrese.

L'autore, studioso della Magna Grecia e direttore del 'Centro Studi Francesco Grisi', risponde a una domanda che in anni di intensa attivita' gli e' rimbalzata nel cuore: tra le pietre dei giorni, la letteratura ha ancora un senso?. La risposta di Bruni e' semplice e profonda a un tempo: ''Esistere nella parola e' esistere nella vita. La parola e la vita per uno scrittore sono un costante dialogare con il tempo. Gli scrittori che ho incontrato, sfiorato e amato sono rimasti dentro di me, e non recitano per il gusto di recitare. Questa letteratura ha un senso''. Menoria, mito e simbolo sono gli snodi di Bruni, in pagine in cui si fa strada una letteratura del mistero che va da Coelho a Bambaren, da Gibran a Battaglia, da Grisi a Zecchi. La Calabria di Ibico insieme alle stelle di Ungaretti e alle Langhe di Cesare Pavese. (segue)

(Red/Gs/Adnkronos)

LIBRI: PIERFRANCO BRUNI, IL MEDITERRANEO COME DESTINO (2)
VIAGGIO OLTRE TRINCEA NEL NOVECENTO CHE RESTA


(Adnkronos) - (Adnkronos) - Il testo e' allora uno spaccato del nostro profondo Novecento letterario, dalla civilta' contadina cantata da Giovanni Verga e Carlo Levi, al dolore delle madri e della terra in Rocco Scotellaro, senza dimenticare il grido di riscatto del Sud che sale da Corrado Alvaro. Nella terza parte dell'opera, invece, Bruni affronta la 'metafora della preghiera', e qui, nella topologia dei grandi racconti letterari, si confronta con Giuseppe Berto e il 'suo' Giuda, e ancora con la poesia di Mario Luzi e il quinto evangelio di Mario Pomilio. Poi il discorso di fa piu' stringente, e a narrare il Mediterraneo sono l'Ulisse omerico e i luoghi di Maria Corti, la grecita' di Kavafis e i sentieri di Ezra Pound. Lungo il fiume della tradizione, pero', lo scrittore calabrese rilegge autori e storie: Alfonso Gatto e l'isola, la poesia della solitudine di Sibilla Aleramo, Giuseppe Prezzolini ed Elsa Morante.

''Questa mia ricerca -annota Bruni- e' sulla strada che ho indicato molti anni fa. Quella letteratura del ritorno che ondeggia tra il mito e una ricerca costante di sacralita'. Il lavoro prosegue. Sono convinto che dopo il perdersi nel labirinto bisogna sforzarsi di recuperare il filo di Arianna. Tutto e' indefinibile nostalgia. Ovvero una ricerca che ci spinge verso il ritorno. Non solo nella vita ma anche nella letteratura. Resta il fatto che i conti bisogna farli, prima o poi. E il nostro Novecento e' un secolo tutto da riascoltare, da rileggere, da non smarrire. Perche' il viaggio va al di la' di ogni trincea''.

La letteratura ha bisogno, certamente, di tradizione, di rileggersi nel sogno e nella fantasia ma anche di ritrovare quei codici simbolici che vivono nella metafora di un processo che e' decodificazione del mito, superamento della storia, ritorno ad una nostalgia del sentire la vita stessa non come cronaca ma come costante ritorno. L'andare verso Ulisse e' una metafora che invade tutta la letteratura del Novecento. Da qui per un ulteriore dibattito sulle eredita' del nostro Novecento letterario. Sul senso che ne resta.

(Red/Gs/Adnkronos)

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