Culture,
modelli storici ed etnie a confronto. Illustrati, in una conferenza stampa
a Roma, i progetti di studio per la conoscenza delle tradizioni etniche e
dei beni culturali nel contesto delle realtà delle minoranze linguistiche
in Italia. Ricco programma che ha permesso di sviluppare dei percorsi
letterari e antropologici.
Pierfranco
Bruni: “Abbiamo dato vita ad una serie di interventi di studio
finalizzati alla ricerca e alla educazione alla conoscenza. Numerose sono
le testimonianze editoriali, multimediali e le attività convegnistiche. Un
progetto di alto spessore culturale e ben articolato che continua con
ulteriori approfondimenti sulla letteratura e sugli scrittori”.
Giornalisti, operatori
culturali, studiosi e componenti del Comitato nazionale Minoranze
etnico-linguistiche del Ministero Beni ed Attività Culturali, hanno
partecipato alla conferenza stampa che si è svolta, nei giorni scorsi, a
Roma, per illustrare i progetti in corso di svolgimento e sviluppare un
consuntivo sulle numerose attività svolte dal Comitato per la
valorizzazione delle culture etniche minoritarie presenti in Italia.

È stato illustrato, dal dr.
Pierfranco Bruni, il percorso delle attività svolte dal Comitato del MiBAC,
articolato in convegni, mostre, pubblicazioni di CD Rom e ricerche
scientifiche sulle etnie storiche italiane dai Catalani, ai Grecanici,
agli Arbereshe, ai Sardi, agli Occitani, ai Ladini; e sono state
presentate le iniziative in corso che riguardano le identità
etnico-linguistiche, le culture del Mediterraneo.

Il presidente del Co.Na.M.
Pierfranco Bruni, affiancato dal Vicepresidente Maria Zanoni e dal
segretario tesoriere Antonio Filomena, durante l’incontro con gli organi
di stampa, ha presentato un progetto riferito al rapporto tra “I Luoghi
della Magna Grecia e le presenze etniche in Italia”. “Si tratta di una
ricerca articolata – ha spiegato Pierfranco Bruni - che ha per titolo:
“Sui passi della Magna Grecia” e che prende in esame un percorso
all’interno di quella che è stata storicamente (e archeologicamente) la
Magna Grecia e le presenze etniche che hanno caratterizzato spaccati di
territorio. Tra i beni culturali e le valenze antropologiche si è dato
vita ad una interessante riflessione sulla Magna Grecia come fulcro
centrale all’interno di un contesto qual è quello della cultura
mediterranea, attraverso modelli Arbereshe, Grecanici, Occitani. La
ricerca (cui hanno lavorato Pierfranco Bruni, Agostino Giordano, Giuseppe
Mazzarino, Maria Zanoni, Martino Zuccaro, Antonio Filomena, Micol Bruni)
si lega ai lavori precedenti già sviluppati dal Comitato Minoranze –
MiBAC, concernenti il rapporto tra beni culturali ed Etnie, tra i quali
"Tra De Rada e Koliqi. Percorsi per viandanti"; “Segni del tempo - Beni
culturali ed identità”; “Etnie. Popoli e civiltà”; la mostra sugli Italo –
Albanesi, le proposte sulle culture grecaniche, germaniche e ladine,
occitane, catalane, attraverso parametri scientifici e didattici”.

Oltre ai numerosi testi
pubblicati dal Comitato nazionale, tra i convegni di promozione culturale
per la conoscenza e la valorizzazione delle realtà etniche italiane si
annoverano: "I calabro-greci: chi sono?" (Reggio Calabria),
"Minoranze etnico-linguistiche e Mediterraneo"
(Taranto), "Processi didattici e Beni Culturali - Le minoranze
etnico-linguistiche" (Castrovillari -CS), "Nella Storia di una Comunità di
Minoranza Etnico-Linguistica (Spezzano Albanese -Cs),
"La cultura delle minoranze linguistiche e l'identità mediterranea: etnie
a confronto" (Taranto),
"Etnie Popoli e Cività tra Culture e Tradizioni"
(Bressanone -Bz), “Percorsi nei paesi ladini, mocheni, cimbri, tedeschi e
sudtirol con realizzazione di un CD multimediale (a Bolzano),
"Tra il Provenzale e il Grecanico - Itinerario italiano di Corrado Alvaro
- Tra le vie della cultura" (Taranto),
"Etnie, beni culturali e modelli antropologici"
(Cassano Ionio -Cs),
Compartecipazione con il Dipartimento di Studi dell'Europa Orientale -
Università degli Studi di Napoli L'Orientale per la realizzazione del
convegno internazionale: "Giorgio Castriota Scanderbeg nella storia e
nella letteratura" (Napoli). Importante resta lo
studio sulla cultura catalana al quale ha lavorato Neria De Giovanni
dedicato a Grazia Deledda e la Sardegna. Tale studio dal titolo “Maschere
sotto la luna” (con traduzione in algherese) ha permesso di realizzare un
confronto ad Alghero tra studiosi e letterati che si sono occupati sia
della etnia sarda che di quella catalana.
Nel corso della conferenza
stampa sono stati illustrati ulteriori lavori, già in fase avanzata, tra
cui quello curato da Sabrina Patitucci “Riti e tradizione nelle culture
dell’Alto Adige e Trentino”; e lo studio di Bruni dal titolo “Il valore
della cultura friulana nelle poesia di Pier Paolo Pasolini”, ovvero
“Pasolini e il linguaggio etnico del Friuli”, parte integrante del lavoro
dal titolo: “Dalla indifferenza alla nostalgia. I segni e le etnie tra
linguaggi e tradizioni negli scritti di Pavese, Vittorini, Levi, Mistral e
Pasolini”.
Gli scrittori presi in esame
sono Cesare Pavese e il suo rapporto con i Grecanici di Calabria durante
il suo confino (1935 - 36) a Brancaleone (in provincia di Reggio
Calabria), dal quale è nato il suo romanzo dal titolo “Il carcere”; Elio
Vittorini per il suo straordinario viaggio in terra di Sardegna e in
particolare per la capacità di leggere la cultura Sarda e soprattutto
Catalana con il libro “Sardegna come infanzia”; Carlo Levi, confinato,
anch’egli negli stessi anni come Pavese, in Lucania ha raccontato
frammenti della cultura Italo – Albanese in “Cristo si è fermato ad Eboli”
e in particolare ha lasciato un segno tangibile della sua passione per
questa comunità con il sul ultimo lavoro pittorico dedicato, appunto, a
tre ragazzi in costume Arbereshe; Pier Paolo Pasolini per il suo amore per
la lingua e la cultura friulana con il testo “Poesie a Casarsa”, le quali
restituiscono al mondo friulano la tessitura di una profonda realtà
contadina; e Mistral per la tutela della cultura e della storia Occitana,
realtà vitale tra le etnie presenti in Italia e per i suoi racconti
provenzali.
“Si tratta di un confronto tra
cinque scrittori – ha sottolineato Pierfranco Bruni - e un contestuale
approfondimento della loro interpretazione rivolta ai processi etnici e
antropologici in una chiave di lettura sia etno – linguistica che etno
–letteraria. Etnie di mare e di terra, le cui matrici sono ancora
rappresentate all’interno dei vari contesti territoriali. Dalla Calabria
al Friuli, dalla Lucania alla Sardegna alle Valli Occitane del Piemonte.
Un intreccio per capire come la letteratura si è confrontata non solo con
la lingua ma anche con la storia dei luoghi.Scrittori che incontrano il
territorio, un territorio le cui eredità sono in parte collegabili con il
Mediterraneo e in parte con intagli nella storia Provenzale ma la lingua
resta, comunque, sempre un sicuro punto di riferimento”.
È stata annunciata, altresì, la
pubblicazione (in fase di stampa) di uno studio robusto e articolato che
tratta “Un bene culturale per comunità”, nel quale sono presenti tutte le
minoranze etnico – linguistiche tutelate secondo la normativa vigente e al
quale hanno preso parte giovani studiosi.
A conclusione
dell’incontro, è stata presentata l’imminente pubblicazione degli Atti del
convegno che si è svolto a Gravina di Puglia relativo alla figura e
all'opera di Scanderbeg in Puglia e il Mediterraneo, che si mostra attuale
ma anche di grande originalità, in quanto la presenza dell’eroe albanese
in terra di Puglia resta un punto di grande riferimento nel rapporto tra
cultura occidentale e i Paesi dei Balcani; ed, inoltre, il Co.Na.M. darà
alle stampe una importante antologia (già in fase di pubblicazione) di
poeti italiani contemporanei, tradotta in lingua albanese, che sarà
oggetto di discussione nel prossimo autunno in un convegno in Albania.