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La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Coordinamento delle minoranze linguistiche storiche

della Provincia di Cosenza

COMUNICATO STAMPA DEL 04 – 05 - 2006

LE MINORANZE LINGUISTICHE CALABRESI  DENUNZIANO L’OPERATO DEI MINISTERI AFFARI REGIONALI E BENI CULTURALI

RENDE

Il Coordinamento delle minoranze linguistiche storiche della provincia di Cosenza si è recentemente riunito presso l’Università della Calabria. Erano presenti l’Assessore provinciale alle minoranze, prof.ssa Donatella Laudadio, la responsabile cultura dell’Associazione Nazione Comuni d’Italia, dr. Vincenzo Santori, il responsabile dell’Osservatorio delle lingue e delle culture minoritarie dell’Università della Calabria, prof. Francesco Altimari, l’on. Mario Brunetti, l’on. Damiano Guagliardi, il dr. Luigi Boccia, in rappresentanza della Eparchia di Lungro, e i Sindaci o loro delegati dei Comuni minoritari di Guardia Piemontese, Cerzeto, Frascineto, Firmo, Plataci, San Martino di Finita, Lungro, Castroregio, Spezzano Albanese, Civita, Carfizzi (Crotone) e San Nicola dell’Alto (Crotone).

Era presente all’incontro una nutrita rappresentanza degli Sportelli linguistici comunali e dello Sportello linguistico provinciale attivati nella nostra provincia dopo l’entrata in vigore della legge n.482 del 15.12.1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche.

Dopo una lunga ed approfondita discussione, introdotta dalla relazione dell’Assessore Laudadio, il Coordinamento ha espresso la più vibrata protesta per alcuni preoccupanti “tagli” preannunciati delle recenti circolari emanate dal Ministero degli Affari Regionali, che destina ai Comuni minoritari risorse sempre più esigue, preannunciando la chiusura degli Sportelli linguistici se attivati da almeno un quinquennio o la loro drastica defunzionalità, potendo d’ora in poi queste strutture fondamentali per la politica linguistica locale a sostegno delle lingue minoritarie assumere solo figure - per altro precarie - di interpreti-traduttori ed essendosi il finanziamento ad essi assegnato con l’esercizio finanziario 2006 paurosamente ridotto, passando dai 30.000 euro del 2001 ai 10.000 euro attuali!

Nel respingere con forza e con sdegno tali pericolosi “tagli” e questi recenti indirizzi di governo, che vanificano di fatto tutto ciò che di positivo è stato creato anche in Calabria subito dopo l’entrata in vigore della legge 482, smantellando la preziosa rete di servizi linguistici agli Enti locali minoritari che è stata messa su grazie a una operosa e lungimirante azione di concertazione interistituzionale tra la Provincia di Cosenza, l’Università della Calabria e i Comuni del coordinamento, si è auspicato da parte degli intervenuti un ripensamento radicale di tale politica del Ministero di sostanziale disimpegno verso le minoranze, coperta ufficialmente dall’ esigenze di dover far fronte, con un budget sempre limitato, a più ampie richieste di servizi da parte degli Enti locali delle minoranze.

A tale contrazione delle spese non sembra invece attenersi il Ministero per i beni e le attività culturali, al cui interno, non certo per obblighi imposti dalla legge 482/1999, opera da alcuni anni un sedicente Comitato Nazionale Minoranze Etnico-Linguistiche, non proposto da alcun organismo rappresentativo delle minoranze linguistiche interessate e privo di alcuna investitura scientifica e istituzionale, che “produce” con largo dispendio di risorse e di mezzi – gli stessi che mancano sistematicamente quando gli Enti locali di aree di minoranze richiedono servizi di supporto professionale per la propria azione di promozione delle lingue minoritarie storiche! –  mostre e libri di dubbia valenza scientifica e culturale che proiettano anche all’esterno una immagine distorta e falsificata della identità delle comunità linguistiche minoritarie del nostro Paese, che non a caso ha portato qualche patinata rivista di viaggi esotici alla ricerca di “amish”nostrani a scoprire in esse ‘le ultime tribù d’Italia”!

Alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento provinciale delle minoranze linguistiche storiche di Cosenza , denunzia il discutibile operato dei due Ministeri – quello degli Affari regionali e quello dei Beni culturali – che non tengono in conto le istanze dei legittimi rappresentanti istituzionali delle minoranze  che sono, sulla base della legge nazionale 482/1999 - i Comuni, le Province, le Regioni e le Università - e chiede una radicale inversione di rotta di questa politica, che privilegia, da una parte, indirizzi politici non concordati con essi, come fa il Ministero degli Affari Regionali, e, dall’altra, Comitati autoreferenziali privi di alcuna rappresentanza istituzionale, come quello autoinsediatosi al Ministero per i Beni e le attività culturali, che vengono autorizzati a sperperare, senza controllo alcuno, né politico né scientifico, ingenti risorse, senza tenere in conto i reali bisogni linguistici e  culturali delle minoranze interessate.

UFFICIO STAMPA

Coordinamento delle minoranze linguistiche storiche

della Provincia di Cosenza

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