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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

ALBANESI DI IERI E DI OGGI SI INCONTRANO AD ORTONA

Un convegno per rinsaldare vecchie e nuove appartenenze

Esperienza esaltante quella vissuta ad Ortona (Chieti), il 16 e 17 dicembre 2005 in occasione dell’incontro fra i rappresentanti istituzionali della città di Durazzo e una delegazione arbëreshe patrocinata da Radio Shpresa Europa 1 di San Demetrio Corone, capeggiata dall’editore Gianni Macrì. Due giorni di intensi rapporti socio culturali che hanno mostrato quanto sia tuttora forte il rapporto che lega albanesi di ieri e di oggi affratellati nella stessa etnia e cultura di origine che ancora dopo cinque secoli continua a trovare punti di incontro preziosi in una società multietnica e multiculturale aperta all’Europa e al mondo.

L’occasione è stata creata dalla presenza nella città abruzzese di un numerosissimo gruppo di migranti dal paese delle aquile – oltre 600 persone – che, più fortunati rispetto ai protagonisti delle migrazioni storiche avvenute fra il XIV e il XVIII secolo, pur integrandosi perfettamente nel tessuto sociale e produttivo della nuova terra ove hanno trovano più favorevoli condizioni di vita e di lavoro, non hanno perso i rapporti parentali e culturali con la terra d’origine, in questo caso con la città di Durazzo.

L’amministrazione comunale di Ortona diretta dal sindaco Nicola Fratino e l’Ente Ambito sociale n° 28 “Ortonese” hanno così inteso riscoprire i valori comuni fra italiani, albanesi ed arbëreshe nel segno di una continuità fra passato, presente e futuro vista attraverso il canto, la musica, la letteratura, la poesia, i costumi del paese delle aquile e degli arbëreshe di Calabria, per riscoprire e rinsaldare legami sopiti e mai traditi, nel segno di una società multietnica e multiculturale che proprio dall’integrazione e dalla valorizzazione delle identità specifiche dei gruppi minoritari, trae nuova linfa per l’affermarsi di una visione paneuropea del cittadino che può sentirsi a casa propria ovunque trovi le condizioni per realizzare le proprie più profonde aspirazioni.

L’intenso programma ha avuto inizio la sera del giorno 16 presso il cinema/teatro “Zambra” di Ortona con il concerto di musica albanese e di musica folcloristica e contemporanea arbëreshe. Protagonisti albanesi la star della musica leggera Irma Libohova accompagnata dal maestro Armando Volaj e, per parte arbëreshe, l’artista e cantautore Giuseppe Cacozza di San Demetrio Corone, accompagnato dalle coreografie di una rappresentanza dell’Associazione Culturale e Gruppo Folcloristico Shqiponjat” di Santa Sofia d’Epiro in rigoroso costume llambadhor.

La performance artistica, iniziata in sordina, alla presenza del primo cittadino Nicola Fratino e del suo vice e assessore alla cultura Remo Di Martino, si è vieppiù riscaldata nel corso della manifestazione fino a coinvolgere il fantastico pubblico albanese che gremiva la sala in una sorta di discoteca con scene di tifo da stadio calcistico, ove tutti ballavano e cantavano all’unisono con gli artisti che si esibivano sul palco. Si è trattato di un autentico bagno di folla per i protagonisti della scena, ove il dato dell’appartenenza etnica, complice la musica, è letteralmente esploso, dando la sensazione palpabile di una intera enclave che si ritrova a casa propria.

Più compassata nei toni, ma altrettanto significativa dal punto di vista culturale, la mattinata successiva svoltasi negli ampi saloni del Complesso Monumentale Sant’Anna. L’appuntamento era riservato al convegno sulle tradizioni ed i costumi albanesi e arbëreshe dal titolo: “Gli Arbëreshe – cinque secoli di storia”. Affiancava il convegno una mostra dei costumi tradizionali arbëreshe e albanesi, realizzata con la partecipazione del Museo della cultura popolare di Durazzo rappresentato dal Vice sindaco Sokol Kokomani e dall’assessore alla cultura Emilian Metaj e, per parte italiana, da Gianni Macrì, presidente dell’associazione “Radio Shpresa Europa 1” e della Pro Loco Sandemetrese.

Al convegno che ha visto anche il coinvolgimento di tutte le scuole medie inferiori e superiori della città chietina, hanno relazionato il giornalista Pasquale De Marco su “Gli italo-albanesi e la storia del costume”, il poeta e cantautore Giuseppe Cacozza su “Dai canti rapsodici alla canzone moderna”, il giornalista Raffaele Fera su “La letteratura italo-albanese” ed il direttore dei musei di Durazzo, Sali Hidri che ha tracciato un quadro generale dell’ attività e dello sviluppo socio culturale della cittadina albanese negli ultimi tre lustri.

Il sodalizio fra italiani di Ortona, albanesi di Durazzo e arbëreshe di Calabria, instauratori a tavola il giorno prima, si è sciolto al termine del pranzo del 17 dicembre. L’impegno dei partecipanti è stato quello di dare un seguito a questo primo approccio con sviluppi interessanti nei rapporti socio culturali ed umani fra le due sponde dell’Adriatico.

Complice l’inclemenza del tempo e la perfetta conoscenza dei luoghi e delle persone da parte di Pino Cacozza, il viaggio di ritorno ha avuto una pausa nella città di Portocannone ove è stata colta l’occasione per rinsaldare i rapporti di amicizia con gli arbëreshe del luogo e col primo cittadino Domenico Rispoli.

RF

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