E'
MORTO IBRAHIM KODRA, IL GRANDE MAESTRO
A chi gli chiedeva
come si sentisse tra gli arbereshe di Calabria, Ibrahim Kodra - il
pittore di origine albanese spentosi martedì 7 febbraio 2006 nella sua
casa di Milano, all’età di 88 anni - rispondeva: “Come a casa mia.
Sono tra fratelli che hanno il mio stesso sangue e le mie identiche
radici culturali. Questi loro paesi sono straordinari con colline
armoniose che si abbracciano tra loro e ricche di verde, fiori e
uliveti, costantemente illuminate dal sole : è il Paradiso terrestre”.
E spesso, negli
ultimi anni, soggiornava nei paesi italo-albanesi , specie d’estate.
Impazziva per il mare. Aveva in Arberia tanti amici. Tutti lo
conoscevano e tutti gli volevano bene. Per tutti, grandi e piccoli, un
sorriso.
L’ultima volta
c’era stato due anni fa. La sua salute, nonostante l’età, era ancora
di ferro e si faceva fatica a stargli dietro. Non si fermava un
istante. Con il Maestro, in compagnia dell’immancabile bicchierino di
grappa, si arrivava quasi sempre alle ore piccole. Ma era
piacevolissimo dialogare con lui. Era come sfogliare l’enciclopedia
dell’arte e della cultura contemporanee. I suoi ricordi spaziavano da
Montale a Quasimodo, da Picasso a Manzù, da Migneco a Dova…
Nell’estate del
2000, durante una vacanza a San Demetrio Corone, lo scultore Hevzi
Nuhiu ed io, lo convincemmo (mai impresa fu più facile…) di realizzare
i paesaggi di alcune comunità arbereshe del Cosentino. Ne vennero
fuori 12 magnifici lavori (ora di proprietà del Comune di San Demetrio
Corone) che rappresentano un atto d’amore verso l’Arberia. Ed ecco
perché, in queste opere, il sole è più grande e il mare più azzurro.
Un mare che non è soltanto un’entità geografica, ma un segno di unione
con il passato e le sue radici.
E’ scomparso un
uomo semplice : “Il primitivo di una nuova civiltà”, come felicemente
è stato definito dal poeta francese Paul Eluard, in un articolo
dell’Unità, nel 1947. “Fedele alle sue origini – come scisse Carlo Bo
– nonostante le innumerevoli funzioni che ha esercitato nelle chiese
dell’avanguardia europea”. La sua pittura, fortemente ancorata alla
tradizione orientale, si esprime con un linguaggio moderno e, per
certi versi, trasgressiva, i cui colori dominanti derivano dagli
elementi fondamentali della vita: il sole, il mare e la terra.
La sua salma ,
dopo i funerali a Milano, verrà seppellita nel suo Paese d’origine:
l’Albania.
Pasquale De Marco