Linguaggi
letterari ed Etnie. Il progetto è in fase di ultimazione.
Un percorso tra
Pasolini, Pavese, Maria Carta, Carlo Levi, Elio Vittorini e Mistral per
comprendere la cultura letteraria delle minoranze etnico – linguistiche.
Dai Grecanici ai
Sardi, dai Catalani agli Occitani, dai Friulani ai Ladini, dai Tedeschi
agli Italo - Albanesi.
Lingua e
cultura: un progetto del Comitato per un confronto antropologico,
letterario e geografico.
Il Comitato
del Mibac verrà premiato a Roma il prossimo 12 dicembre, come soggetto
istituzionale, per l’impegno costante profuso sulla ricerca e sulla
promozione delle culture riferite alle minoranze etnico – linguistiche in
Italia. Un riconoscimento che va, tra l’altro, allo stesso Mibac. Il
riconoscimento verrà consegnato al Presidente Pierfranco Bruni.
In fase di ultimazione lo
studio sul rapporto tra letteratura ed etnie attraverso la presenza di
scrittori che si sono confrontati con la lingua, la tradizione e il
territorio in una geografia di identità e diversità, nella quale il valore
delle minoranze etnico linguistiche costituisce una chiave di lettura
fondamentale.
Lo studio, diretto e
coordinato da Pierfranco Bruni in qualità di Presidente del Comitato
Nazionale Minoranze Etnico – Linguistiche in Italia – MiBAC e studioso di
letteratura del Novecento, ha come titolo: “Dalla indifferenza alla
nostalgia. I segni e le etnie tra linguaggi e tradizioni e beni
culturali”. Sarà disponibile e andrà in distribuzione entro il prossimo
dicembre 2006. Rientra nelle attività che svolge il Comitato e che sono
rivolte alla promozione e alla ricerca dei patrimoni culturali delle
minoranze etniche presenti in Italia. Ha svolto un intenso lavoro i cui
risultati sono tutti documentati in pubblicazioni e i riconoscimenti sono
venuti da diversi ambienti. E proprio per questo lavoro il Comitato del
MiBAC verrà premiato a Roma, insieme ad altre istituzioni come l’Unesco,
la Rai ed altri organismi, per la sua sensibilità, il suo impegno e le
novità che ha introdotto nel contesto delle ricerche avanzate e proposte.
Un premio che verrà consegnato al suo Presidente in una pubblica
manifestazione con una motivazione che riguarda tutto il lavoro svolto in
questi anni.
Pierfranco Bruni in
riferimento all’ultima ricerca ha sottolineato: “E’ certamente un progetto
importante che spazia in quella cultura letteraria che racchiude
motivazioni linguistiche, esistenziali, antropologiche. Soffermarsi sul
rapporto tra letteratura ed etnie è recuperare un rapporto tra i luoghi e
i linguaggi all’interno di quei processi etnici che pongono al centro il
sentimento delle radici e la comprensione di un dialogo tra identità e
diversità. La letteratura è uno strumento di straordinaria comunicazione
ma offre anche un modello mediatico in una società complessa come la
nostra”.
In questa nuova ricerca
il viaggio è tracciato con una visione prettamente letteraria anche se non
mancano i rapporti tra beni culturali e territorio. Tra gli scrittori
presi in esame ci sono Cesare Pavese e il suo rapporto con i Grecanici di
Calabria durante il suo confino (1935 - 36) a Brancaleone (in provincia di
Reggio Calabria), dal quale è nato il suo romanzo dal titolo Il carcere,
Elio Vittoriani per il suo straordinario viaggio in terra di Sardegna e in
particolare per la capacità di leggere la cultura Sarda e soprattutto
Catalana con il libro Sardegna come infanzia, Carlo Levi, confinato,
anch’egli negli stessi anni come Pavese, in Lucania ha raccontato
frammenti della cultura Italo – Albanese in Cristo si è fermato ad Eboli e
in particolare ha lasciato un segno tangibile della sua passione per
questa comunità con il sul ultimo lavoro pittorico dedicato, appunto, a
tre ragazzi in costume Arbereshe, Pier Paolo Pasolini per il suo amore per
la lingua e la cultura friulana con il testo Poesie a Casarsa, le quali
restituiscono al mondo friulano la tessitura di una profonda realtà
contadina e Mistral per la tutela della cultura e della storia Occitana,
realtà vitale tra le etnie presenti in Italia e per i suoi racconti
provenzali. Un capitolo importante è dedicato a Maria Carta e il suo canto
rituale sardo.
“Si tratta di un
confronto tra scrittori, sottolinea Pierfranco Bruni, e un contestuale
approfondimento della loro interpretazione rivolta ai processi etnici e
antropologici in una chiave di lettura sia etno – linguistica che etno –
letteraria. Etnie di mare e di terra, le cui matrici sono ancora
rappresentate all’interno dei vari contesti territoriali. Dalla Calabria
al Friuli, dalla Lucania alla Sardegna alle Valli Occitani del Piemonte.
Un intreccio per capire
come la letteratura si è confrontata non solo con la lingua ma anche con
la storia dei luoghi. Scrittori che incontrano il territorio, un
territorio le cui eredità sono in parte collegabili con il Mediterraneo e
in parte con intagli nella storia Provenzale ma la lingua resta, comunque,
sempre un sicuro punto di riferimento anche se nel saggio i riferimenti ai
beni culturali sono abbastanza evidenti”.
Il progetto si
concluderà entro l’anno. Per dicembre, infatti, è programmato un Convegno
durante il quale verranno illustrati i risultati e sarà presentata la
pubblicazione della ricerca.
Info. 338 9108211 – 099 676355
- 339 6515537
COMUNICATO STAMPA