Grande affluenza di pubblico e straordinario successo
ha riscosso il Convegno di Studi dedicato a “I riti della Settimana Santa in
Calabria, in Puglia e nella cultura Greco – Albanese – Bizantina. Percorsi
culturali a confronto” organizzato dal Comitato Nazionale Minoranze Etnico –
Linguistiche del JMinistero per i Beni e le Attività Culturali in
collaborazione con l’Associazione Culturale “Leonida Repaci” e svoltosi a
Taranto. Il comitato del MiBAC ha sviluppato una serie di iniziative che
hanno reso palpabile la presenza e l’impegno del Ministero, grazie ad un
intenso lavoro sui temi antropologici, etno – storici ed etno –archeologici.
Il Convegno di Taranto ha dimostrato proprio l’impegno dei Ministero nei
vari campi con approfondimenti su problematiche culturali ampie e articolate
tra arte, antropologia, letteratura, musica e percorsi turistici grazie ad
una metodologia scientifica e didattica.
Immagini che si intrecciano nella cultura che
incontra Occidente ed Oriente. E’ su questa visione che è stata impostata la
serata dedicata alla Settimana Santa. Si è, infatti, svolto a Taranto,
salone dell’Associazione Culturale “Leonida Repaci”, un interessante
Convegno Nazionale dedicato a “I riti della Settimana Santa in Calabria, in
Puglia e nella cultura di rito Greco – Albanese –Bizantina. Percorsi
culturali a confronto”.
Un tema di estremo interesse che ha permesso di
penetrare delle problematiche liturgiche e religiose nelle identità storico
– culturali delle Mediterraneo. Il Convegno ha cercato di sottolineare,
attraverso una chiave di lettura eterogenea, il rapporto e il confronto tra
i riti nei Paesi dell’Italia meridionale e quelli della realtà bizantina
presenti nella geografia del Sud. In modo particolare si è creato un
rapporto tra la Settimana Santa a Taranto, a Lecce, a Nocera Terinese (in
Calabria) e la cultura bizantina espressa nelle realtà Arbereshe. Sono stati
presi come modelli e testimonianza della cultura Orientale i riti e la
tradizione a Spezzano Albanese e a San Basile: due comunità Italo Albanesi
dove vivono elementi di storia Bizantina.
Hanno relazionato il ricercatore Enzo Risolvo,
il quale si soffermato su “I riti della Settimana Santa a Taranto”; lo
storico Mario Guadagnalo, che ha parlato dei riti nel Salento e in Calabria
soffermandosi su “I Vattienti” di Nocera Tirinese, comunità calabrese; il
presidente del Comitato Nazionale Minoranze del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali Pierfranco Bruni, che ha illustrato “I riti nella
cultura Greco – Albanese” con esperienze e testimonianze della Pasqua nelle
comunità di minoranza linguistica, illustrando un tracciato delle festività
nei comuni di origini Italo – Albanese.
“Si pensi, ha dichiarato Pierfranco Bruni, a
quelle comunità in cui i riti e la liturgia si svolgono ancora secondo i
canoni bizantini. Una ricchezza straordinaria sono le chiese con le icone,
gli altari e i canti e la processione del Venerdì Santo. Una tradizione
all’interno della cultura italiana che non va persa”.
Pierfranco Bruni più volte ha insistito, nel
progetto sulle Minoranze etnico – linguistiche del MiBAC, del valore che
occorre dare alla ritualità e alle identità artistiche e liturgiche delle
etnie presenti in Italia attraverso una considerazione culturale il cui
significato deve essere proposto come modello di un patrimonio storico di un
Paese attraverso un costante confronto con le culture del Mediterraneo.
Si è trattato di un appuntamento importante che
ha posto in essere modelli antropologici e tradizione cristiana. Una
proposta culturale nella ritualità religiosa in occasione della Settimana
Santa. Il Sud, con le sue radici mediterranee, resta un riferimento sia dal
punto di vista della liturgia sia su quello artistico. L’arte ha un grande
valore espressivo e interpretativo in quelle comunità che interagiscono
storicamente con più appartenenze.
Si è evidenziato un rapporto fondamentale tra
rito e tradizione nell’ambito delle liturgie Pasquali.
D’altronde è, tale rapporto, una componente
fondamentale per tutte quelle etnie storiche, il cui valore emblematico è
dato dai codici culturali. Ancora una volta si ribadisce l’importanza della
lingua. La sua funzione ha bisogno di ulteriori ancoraggi certi che sono,
appunto, il rito e la tradizione. O meglio la difesa delle identità espresse
dal rito e la tutela e valorizzazione di quelle tradizioni che garantiscono
una continuità tra un processo storico vero e proprio è una affermazione di
tali identità. Nella contemporaneità una etnia (o una comunità di minoranza
etnico . linguistica) è viva se oltre alla lingua si tiene fede e si
continuano a trasmettere dimensioni di tradizioni.
Da questo punto di vista, è stato ribadito,
ogni occasione laica o religiosa è un riferimento importante e centrale per
la salvaguardia di valori contenuti nelle tradizioni. La Settima Santa è
una tradizione che si confronta e continua. L’influenza delle tradizioni
mediterranee trova una chiave di lettura significativa nel rispetto delle
cesellature rituali e nelle funzioni delle festività (laiche o religiose).
Il Mediterraneo trasmette una cultura che è quella del mare inteso in senso
geografico e reale ma anche considerato come proposta metaforica nel senso
che traccia itinerari di viaggio. Soprattutto queste tre realtà: Taranto,
Lecce e la Calabria sono culture della tradizione che provengono
dall’attraversamento del mare al di là di una definizione prettamente
cronologica.
Nel corso dell’incontro è stato proiettato un
Video sui Riti della Settima Santa nelle realtà di Puglia, Calabria e nei
centri in cui la cultura Bizantina è ancora presente. I lavori sono stati
coordinati dal Segretario dell’Associazione “Leonida Repaci” Pietro Stella.
Il Video è stato un riferimento significativo perché ha dato la possibilità,
attraverso le immagini, di offrire conoscenza e suggestioni. In realtà è
stato il dato centrale della serata dopo i commenti dei relatori.
Il Convegno ha avuto lo scopo di sviluppare una
attenta riflessione sia sul piano religioso che antropologico e letterario.
D’altronde gli elementi che riguardano i riti, le liturgie, le tradizioni
della Settima Santa sono momenti di studio di una ricerca più complessa, che
si inserisce nella ricerca di promozione alla conoscenza delle culture
sommerse che sono presenti sul territorio italiano.