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Il personaggio: Astrit Cela
Una carriera nella Camera di Commercio
Albanese, 41 anni, ha lavorato nel marketing e ora si occupa del protocollo informatico. Ma collabora anche a un progetto di intercultura nelle scuole. Ed č tra i fondatori di un'associazione di volontariato.

MILANO - Ha iniziato come usciere. Sesto livello. Ora si occupa della gestione del protocollo informatico. Ed č un secondo livello. Nella sua carriera all'interno della Cedcamera, azienda della Camera di Commercio di Milano, ha lavorato a lungo nell'ufficio marketing. I primi tempi rispondeva al telefono. Con il tempo č arrivato a ricoprire il ruolo di coordinatore. Oggi, dopo anni di "fedeltą", non nasconde che gli piacerebbe cambiare settore. E dedicarsi ai rapporti internazionali della Camera di Commercio, magari con Albania e Kosovo, le due zone che conosce meglio.

Ci ha messo poco a farsi apprezzare Astrit Cela, 41 anni, ex insegnante di lingua francese. Partito da Durazzo nel marzo 1991, ai tempi del primo grande esodo albanese, si mette subito in viaggio verso nord, alla volta di Milano. "Ho conosciuto l'Italia in televisione – racconta – sono partito alla cieca, senza visto e documenti. A quell'epoca era impossibile ottenerli. Ho sfidato la sorte e mi č andata bene". Astrit lavora per sei mesi come operaio. Poi la rapida carriera all'interno della Camera di Commercio. "Ho seguito tanti corsi di marketing e comunicazione – ricorda - la promozione a secondo livello č arrivata nel 2000. Ed č stata una grande soddisfazione". Non sempre tutto fila liscio. "I pregiudizi sugli albanesi li ho vissuti anch'io – sospira - soprattutto all'indomani di qualche episodio di cronaca nera. A Milano, perņ, la gente sa distinguere. Lavoro e impegno sono apprezzati indipendentemente dalla nazionalitą".

La vita di Astrit Cela, cittadino italiano per matrimonio dal 1999, non č fatta solo di lavoro. Da tre anni lui gira per le scuole superiori della Lombardia, nell'ambito di un progetto di intercultura promosso da un centro missionario ("parlo con i ragazzi della necessitą dell'integrazione, a partire dalla mia storia, per sfatare i pregiudizi"). E si č anche inventato due anni fa un calendario sull'Albania, stampato in 2mila copie, a sue spese. "Il mio Paese non č crimine e delinquenza – dice - ha una cultura antica ed č ricco di castelli, monasteri, paesaggi mozzafiato. Volevo trasmettere agli italiani un'immagine positiva dell'Albania". Non a caso l'anno scorso ha dato vita anche all'associazione "Albania e futuro". "Il nostro logo č un ponte – spiega - perché vogliamo promuovere la conoscenza reciproca, valorizzando il contributo dei tanti studenti, imprenditori, lavoratori e intellettuali albanesi che vivono in Italia e contribuiscono al suo sviluppo".

(4 maggio 2007)

Andrea Gagliardi

Tratto da: http://www.stranieriinitalia.it/news/astritcela4mag2007.htm

 

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