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da e per IL MONDO ALBANESE

Premio Biennale di Narrativa “Matelica – Libero Bigiaretti”

Terza edizione

VINCE CARMINE ABATE con Tra due mari

MATELICA Museo Piersanti – Sala degli Arazzi - sabato 12 ottobre 2002

Pino Cacozza e Carmine Abate

Il Premio è organizzato dal Comune di Matelica con il contributo della Regione Marche, della Provincia di Macerata, della Comunità Montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino e della F.G.M. spa.

La Giuria Scientifica del Premio, che ha scelto la terna dei finalisti in una rosa di 48 romanzi, è presieduta da Alfredo Luzi, ordinario di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all’Università di Macerata ed è composta da: Giuliana Berlinguer, Carla Carotenuto, Giulio Cattaneo, Maria Fiorella Conti, Antonio D’isidoro, Renato Pasqualetti, Eugenio Ragni. Segretario della Commissione: Mariolina Cegna.

TERNA DEI FINALISTI: Carmine Abate con Tra due mari (Arnoldo Mondadori Editore), Roberto Pazzi con Conclave (Frassinelli Editori) e Filippo Tuena con La grande ombra (Fazi Editore),

E’ CARMINE ABATE, il vincitore del Premio Biennale di Narrativa “Matelica – Libero Bigiaretti” di quest’anno, un premio nato nel 1998 ma che si è già ampiamente segnalato nel panorama nazionale per la qualità e lo spessore delle scelte. Il Premio Bigiaretti, ormai alla terza edizione, rappresenta un importante momento culturale di incontro e dibattito e richiama nella splendida, piccola città d’arte marchigiana un pubblico vivace e qualificato.

A scegliere il vincitore nella rosa dei tre finalisti, selezionata da una giuria scientifica che ha scelto tra quarantotto opere presentate, è stata una giuria popolare di 102 votanti, composta da insegnanti, studenti, professionisti, operai, in rappresentanza dell’intera città di Matelica, che ha letto i volumi ed espresso il loro voto segreto nel corso degli ultimi due mesi.

Nel corso della cerimonia si è proceduto ad un “emozionante” spoglio delle schede, fino a quel momento tenute rigorosamente segrete e sigillate in un’urna, che ha sancito la vittoria di Carmine Abate con 36 voti, seguito a ruota dagli altri due finalisti i quali si sono classificati al secondo e terzo posto rispettivamente con 34 e 32 voti .

Il conferimento, per la seconda volta, del Premio Bigiaretti a Carmine Abate è il riconoscimento ad un lavoro di scrittura di grande ricchezza e versatilità.

Di seguito la motivazione con cui Abate è stato inserito dalla Giuria Scientifica nella terna dei finalisti:

“Il giovane Florian, cui lo scrittore affida il compito di snodare  il viluppo di destini e di terra del suo romanzo, sembra aver fatto proprio il monito di Carlo Bernari a “sapersi trasformare in viaggio, lasciarsene possedere fin nelle più intime fibre”, al fine di cercare le origini proprie. Sono infatti i quattro viaggi da Amburgo alla Calabria, collocata tra lo Ionio e il Tirreno (i due mari del titolo), che ne segnano profondamente la vita, la formazione e lo aiutano a prendere coscienza di sé, dell’amore per una terra, una cultura, una vicenda secolare, un sogno, cui si contrappone la legge del sopruso, della prepotenza distruttrice della malavita. Attraverso il racconto memoriale di Florian, la sua cronaca frastagliata e lenticolare, Abate si vede, chiede di se stesso e conferma la propria fedeltà alla vita (“vivere sul pelo dell’acqua fa per me”) a un luogo che fotografa con gli occhi fissi sui dettagli e del quale sa restituire i colori, cupi o abbaglianti, gli odori e i sapori che rendono reale e piena di forza espressiva la vita del popolo meridionale. Egli però sfugge ad ogni definizione incasellante, perché ci dà un romanzo in cui si fondono epica e documentaria, avventura e liricità, storia e memoria, forza e tenerezza, realtà fisica e dimensione leggendaria e onirica. E a far presa sul lettore è una parola piana, incisiva, aderente alle cose, un registro linguistico vicino alla colloquialità, all’oralità, caratterizzato da una straordinaria energia espressionistico-connotativa, come testimoniano i diversi medaglioni paesaggistici, certi profili umani e il rilievo chiaroscurale di alcuni caratteri.”

Il Premio, intitolato a Libero Bigiaretti per il quale Matelica, dove era nato, ha avuto un ruolo tanto integrante nel suo paesaggio narrativo, è stata anche l’occasione per ricordare la figura di Bigiaretti poeta e narratore che ha attraversato quasi interamente il Novecento, sperimentando con successo molti generi letterari, in primo piano anche come critico militante e giornalista.

A conclusione della cerimonia di consegna del Premio per la Narrativa, tenutasi nella splendida sede del Museo Piersanti, alla presenza dei tre scrittori finalisti, del Sindaco Patrizio Gagliardi, dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Macerata, Renato Pasqualetti, del Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Macerata, è stato consegnato anche il Premio Matelica per la diffusione della cultura marchigiana in Italia e all’estero che è andato a FRANCO MOSCHINI, Presidente e Amministratore Delegato di Poltrona Frau con sede a Tolentino.

Nell’ambito della stessa mattinata è stato anche assegnato il Premio per la Sezione Recensioni andato al miglior elaborato eseguito dagli studenti delle scuole secondarie relativamente ai volumi finalisti.

UFFICIO STAMPA        Laura Ruggieri  06/6631305 - 339/4755329 l.r.comunicazione@libero.it

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