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Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

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A Milano il Festival Internazionale del Film Turistico premia il documentario arbëresh TEK JAM I THELL
Le scene sono state riprese a San Demetrio Corone, comunità italo-albanese in provincia di Cosenza
Panagjia

(Un momento del documentario)

Il Festivai Internazionale del Film Turistico è la più importante rassegna a livello mondiale di visione pubblica di film a soggetto turistico. La manifestazione costituisce un importante appuntamento e un luogo d’incontro privilegiato per gli operatori del settore turistico e per tutti coloro che amano viaggiare e scoprire nuove mete turistiche.

Il Festival si propone ogni anno  come mezzo di divulgazione sulle diverse realtà territoriali ed etnografiche, nonché come strumento di valorizzazione artistica degli audiovisivi a soggetto turistico.

Alla scorsa edizione, a cui hanno partecipato 50 Paesi, sono stati presentati, in fase di selezione, circa 200 film.

La manifestazione è organizzata in collaborazione con Regione Lombardia, Comune di Milano, Provincia di Milano e Camera di Commercio di Milano, Fondazione Cariplo e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Comunicazioni, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dei Trasporti e della Navigazione, Commissione Europea - Rappresentanza di Milano, Commissione Nazionale Italiana Unesco, Enit, Automobile Club Milano, Fiavet, Adutei, Agis, Anica, Assocomunicazione, Unicom, Lombardia Film Commission.

I premi sono stati assegnati da una giuria internazionale che nelle scorse edizioni è stata presieduta da personaggi come i registi Krzysztof Zanussi e Ugo Gregoretti e il critico Claudio O. Fava;

Quest’anno è stato presentato il film TEK JAM I THELL che significa DOVE SONO SPROFONDATO. Il titolo del film è anche il titolo del canto più famoso usato in processione durante la celebrazione dei morti, rituale bizantino dei paesi albanesi di Calabria.

Le riprese sono state effettuate dal regista Rocco Giampietro, calabrese di Roseto Capo Spulico,  con la consulenza e aiuto alla regia di Angelo Lino Luzzi, arbëresh di San Demetrio Corone, membro del Centro Studi e Ricerche delle Tradizioni Popolari Italo-Albanesi.

Da qualche anno Angelo Lino Luzzi, attraverso una accurata ricerca sul campo, seguiva questo straordinario rito. La pazienza, la passione e l’amore verso le tradizioni popolari hanno permesso di girare le immagini spontanee che si ripetono ogni anno fra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, secondo un’antica tradizione da calcolare con l’arrivo della Candelora.

Ha presentato la serata di premiazione Alessandro Cecchi Paone. I premi erano divisi nelle seguenti sezioni: Ambiente, Etnografia, Sport e Avventura, Turismo Culturale, Turismo Promozionale e Turismo Religioso.

Oltre 200 i film partecipanti. Per la sezione per il “turismo Religioso”  vi erano 6 finalisti tra cui “Bridge of gold” del governo di Israele; “Voice” proveniente dal Libano; “Israele la terra della Bibbia” dell’Ufficio Nazionale del turismo Israeliano. Per la cronaca hanno partecipato documentari come: Overland - Gli Italiani del Nord America (RAI 1); “Nepal” (ZDF); Linea Bianca -Limone Piemonte (RAI 1); Linea Blu-Vivere il Mare (Rai Uno).

La motivazione del premio per il migliore film della sezione Turistimo Religioso: TEK JAM I THELL  di Rocco Giampietro e Angelo Lino Luzzi, è stata la seguente: “per essere stati capaci, pur con un linguaggio tradizionale, di restituire in modo fresco ed efficace usi e riti che, come la parlata albanese della comunità di S. Demetrio Corone, hanno origine in Albania, terra dei loro avi”.

La processione

(Un momento del documentario)

 L’ter del documentario riguarda tutta la commemorazione dei defunti (të vdekurat), la suggestiva visita dei sacerdoti presso le famiglie, la benedizione delle “panagjie” (mensa con vino, pane, grano bollito e una candela sovrapposta al centro), simboli della resurrezione dei corpi e dell’immortalità dell’anima.

Secondo il rituale bizantino, il sabato a undici giorni dalle Ceneri, si crede che Gesù Cristo dia il permesso alle anime di ritornare nei luoghi dove sono vissuti e restarvi per otto giorni. Nel corso di tutta questa settimana ed in loro onore vengono tenuti accesi dei lumi alimentati ad olio.

Poi, quando arriva la festa dei morti, si aprono cortei verso il cimitero dove il papàs benedice l’ossario e recita preghiere in albanese e in greco antico per entrare in contatto diretto con i cari estinti, il papàs bussa tre volte a una porta di ferro che segna il confine fra il mondo dei vivi e quello dei morti): da questo momento i parenti preparano sulle tombe dei veri e propri banchetti, consumando cibi e bevande, e invitano gli altri visitatori del cimitero a partecipare al simposio. Di queste usanze che hanno resistito allo scorrere del tempo nelle comunità albanesi in Italia si è occupato in alcune pubblicazioni l’antropologo Mario Bolognari, ma pare nessuno avesse mai affrontato questo argomento registrando le immagini di questi momenti.

Ampia soddisfazione e orgoglio naturalmente da parte di Angelo Lino Luzzi, che da anni accarezzava il sogno di presentare, attraverso le immagini video le ataviche tradizioni  italo-albanesi in un contesto internazionale “un rito così particolare è stato anche difficile da sceneggiare”, commenta il regista Rocco Giampietro.  “Abbiamo  preferito non toccare nulla, dando ampio respiro alla spontaneità delle immagini semplici di pane, sopressata, vino, lumini, lapidi, fiori. Il film è senza commento, con poche didascaliche scritte (la traduzione semplice di un’anziana donna che racconta il rito per sommi capi) e con l’audio originale. Abbiamo creduto di lasciare Io spettatore a guardare il film senza dare nessuna spiegazione, senza dargli nessun imput per la comprensibilità delle immagini. Il risultato lascia attonito lo spettatore che vede banchettare donne e uomini sulle tombe dei loro cari, e poi vede e sente il fragore degli uomini nelle cantine che mangiano insieme al caro estinto ed infine vede sparire nel nulla figure che si ritrovano nel buio cimitero la notte”.

Questo è un argomento che certamente sarà approfondito prossimamente quando il Centro Studi e Ricerche delle Tradizioni Popolari di San Demetrio Corone, presenterà in prima assoluta questo straordinario film che ha ha vinto un premio prestigioso internazionale grazie alla passione e alla tenacia di Angelo Lino Luzzi, nonchè alla professionalità di Rocco Giampietro.

L’intera regione Calabria con questo premio arricchisce i suoi orizzonti turistici-culturali, a dimostrazione che le minoranze etniche e linguistiche presenti nell’Italia meridionale da oltre cinque secoli, hanno forti valenze espressive che incurisiscono turisti e addetti ai lavori.

 Chi è Angelo Lino Luzzi

 Angelo Lino Luzzi è nato a S.Demetrio Corone (CS) nel 1949. Sposato con tre figli, nel 1968 in Germania  consegue l'attestato di radiotecnico e televisione, specializzandosi poi in elettrotecnica e impiantistica elettrica civile.

    Dopo aver prestato per diversi anni, la sua professione in Europa, Medio Oriente e Africa, si stabilsce  nel paese natio.

Nascono in lui i primi fermenti per il recupero del patrimonio etnico e linguistico delle comunità albanofone. Esplica questa sua forza propulsiva, pianificando nel 1989 la programmazione della emittente locale “Radio Shpresa Europa 1”.

    In sette anni di intensa attività giornalistica ha documentato in studio circa 3800 notiziari, 350 servizi speciali, 1600 servizi dedicati alle scuole, 380 servizi religiosi e liturgici , 200 dibattiti in studio, ecc.

Tra le attività specifiche di giornalista-radiotelevisivo, a favore della cultura arbëreshe, ricordiamo le oltre 4800 ore trasmesse  in bilingue, 25 dirette con Radio Tirana, 313 notiziari in lingua shqipe, 75 servizi di conferenze e convegni, ecc. Dal 1993 collabora con la redazione di TeleCapospulico con servizi in studio e approfondimenti su vari temi.

    Per aver divulgato, tramite la sua attività giornalistica, la cultura  della minoranza etnica di origine albanese, in Italia e nel mondo, nel 1993, presso la Sala del Campidoglio, gli viene conferito dall'Associazione “Brutium” di Roma , il Premio Internazionale “Giorgio Castriota Scanderbeg” .

    E' socio-fondatore del “Centro Studi e Ricerche per le tradizioni popolari Italo-Albanesi” di San Demetrio Corone e direttore del settore video del Centro medesimo.

CENTRO STUDI E RICERCHE PER LE TRADIZIONI POPOLARI ITALO-ALBANESI
VIA DOMENICO MAURO 73
87069 SAN DEMETRIO CORONE (CS)
TEL. 0984 956411

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