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Gizzeria: Convegno sul tema “Il contributo degli Italo-Albanesi alla Calabria dell’Età moderna”

L’Associazione Archeologica e Culturale “Hydria” ha promosso un convegno che si è svolto il 19 Ottobre 2002 alle ore 17.00 nella chiesa della SS. Annunziata di Gizzeria e che ha avuto come tema il contributo dato dagli italo-albanesi alla Calabria dell’età moderna. Il dibattito è stato condotto dal prof. Aldo Trapuzzano, componente del Consiglio Direttivo “Hydria”, vi hanno partecipato i relatori : Camillo Trapuzzano, presidente dell’Associazione “Hydria”, Pino Siciliano, docente nelle scuole superiori e presidente della Lega Italiana delle Minoranze Albanesi, Pino Cacozza, docente e poeta di lingua albanese, Damiano Guagliardi, Consigliere Regionale della Calabria.

Nella sua relazione introduttiva, il presidente Camillo Trapuzzano ha parlato delle divisioni sociali nella popolazione di Gizzeria all’inizio del 1600, mettendo in evidenza una realtà storica fatta di miseria, di condizioni igieniche precarie, di abusi delle classi sociali più agiate nei confronti di quelle più povere, costituite principalmente dagli immigrati albanesi. Malgrado una così precaria situazione, i contributi dati dagli italo-albanesi al progresso politico, sociale e civile della Calabria sono stati grandi. A questo proposito, basta ricordare: Minico Bideri, sindaco della comunità albanese di Gizzeria, a cui furono consegnati i “Capitoli e Grazie” ( diritti e doveri) nella prima metà del 1500. Ciò consentì ai profughi albanesi di regolamentare la loro posizione giuridica. Cacozza Giovambattista, nato a Gizzeria il 31 Gennaio 1771, Regio notaio, laureatosi in Napoli nel 1795, si distinse durante la breve Repubblica Partenopea del 1799 per il suo attaccamento agli ideali giacobini che animarono quella rivoluzione. Toia Vincenzo Maria Francesco, nato a Gizzeria il 4 Ottobre 1761, dottore in legge, laureatosi a Napoli nel 1786, fervente repubblicano, fu fucilato dai borboni a causa dei suoi ideali libertari nell’anno1805. Alessandro Toia, nato a Gizzeria il 23 Settembre 1822, eroe garibaldino, fu tra i Mille che partirono da Quarto, il suo nome risulta iscritto presso il museo risorgimentale di Roma.

Il prof. Pino Siciliano ha illustrato nella sua relazione il contributo dato da personalità italo-albanesi prima e dopo l’Unità d’Italia, rimarcando la grande forza d’animo e la coerenza di questi uomini nel perseguire gli ideali patriottici del nostro Risorgimento, a discapito anche della loro propria vita. Egli ha sottolineato l’importanza della ricerca storica per mettere in luce aspetti sconosciuti di queste personalità che dobbiamo rivalutare sotto il profilo storico e di cui dobbiamo essere orgogliosi. In questo contesto si inserisce anche il problema del recupero della lingua albanese all’interno di quelle comunità che come Gizzeria hanno espresso personalità italo-albanesi di un certo valore, ma che con il passare dei secoli hanno perso i loro riferimenti linguistici originari. E’ un lavoro accurato da perseguire con l’impegno, la tenacia e la ricerca glottologica nel dialetto.

Nella sua relazione, il prof. Pino Cacozza ha parlato della canzone albanese tra passato e presente, argomento a lui caro perché autore e compositore di canti e poesie in lingua albanese. Egli ha posto l’attenzione sulla rapsodia che si configura come espressione tipica del canto popolare dell’Albania. Ha letto e commentato la canzone albanese  “ Oh Bella Morea ! “ che esprime toni nostalgici d’elevato lirismo per la terra abbandonata. Il suo impegno è sempre attivo nel tramandare i canti della tradizione, facendo riferimento a quella melodia triste e sentimentale che è grande patrimonio della lirica popolare di quella nazione.

Il consigliere regionale Damiano Guagliardi ha trattato il tema della perdita della lingua albanese in alcune comunità della provincia di Catanzaro, affermando che Gizzeria ha probabilmente perso la sua lingua perché, come Mongrassano, l’insediamento albanese è avvenuto in comunità religiose già esistenti di lingua latina, dove forti erano le pressioni economiche e culturali delle classi dominanti che poco spazio lasciavano a gruppi etnici eterogenei provenienti dall’Albania con flussi migratori sparsi nel tempo. Secondo Damiano Guagliardi, occorre una ricostruzione storica degli avvenimenti che si sono succeduti a Gizzeria a partire dalla metà del 1400, accompagnata da una ricerca linguistica sul dialetto gizzeroto in modo da catalogare e salvare quei termini albanesi ancora esistenti. Questo lavoro potrebbe essere fatto in collaborazione con la Lega Italiana delle Minoranze Albanesi, dando la propria disponibilità a costituire un gruppo di studio che soggiorni nel paese per un periodo più o meno lungo e che parli soprattutto con le persone anziane. La LIDMA si sente vicina a Gizzeria e a tutti gli altri paesi albanesi della fascia tirrenica del Catanzarese che hanno bisogno di riscoprire questa parte importante della loro identità culturale. E’ necessario anche superare quella contrapposizione storica tra quei cittadini che sostengono l’origine albanese del proprio paese e quelli che ne vogliono far risalire la nascita alla Magna Graecia. E’ una discussione da affrontare sulla base di una verità storica da ricercare nella documentazione esistente e non fondata sul pregiudizio culturale che vuole la Grecia come nazione egemone culturalmente nell’antichità. La ricerca linguistica la ricerca storica, la riscoperta dei canti, le manifestazioni folkloristiche  ed i convegni studio hanno l’obiettivo di salvaguardare  e di accrescere il patrimonio culturale delle comunità albanesi in Calabria.

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