ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëvet të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Lajme ka / Notizie da Lorenzo Zolfo
 

GINESTRA. LA CHIESA HA RIVOLTO L’ATTO DI RINGRAZIAMENTO DEL “TE DEUM”. LO SCORSO 31 DICEMBRE 2006. UN MEA CULPA E RENDIMENTO DI GRAZIE

Ginestra.

In tutte le chiese cristiane del mondo, lo scorso 31 dicembre, è stato letto il Te Deum di ringraziamento per quanto realizzato da un credente nell’anno 2006. Una sorta di verifica-valutazione del comportamento assunto da ogni cittadino che si professi cristiano.

Anche nel piccolo centro arbereshe, nella Chiesa Madre di San Nicola Vescovo, il parroco don Gilberto Cignarale, insieme ad una ventina di fedeli, ha recitato l’atto di ringraziamento del Te Deum.

Particolarmente significativa è stata la richiesta di perdono, letta da Anna Pepice: “con onestà riconosciamo davanti al Signore le colpe che hanno offuscato la storia di questo anno che si chiude, soprattutto di quelle situazioni che ci hanno visto responsabili della sofferenza altrui. Ti chiediamo perdono, Signore, per la superficialità con cui molte volte ci siamo assunti le nostre responsabilità, per tutte le volte che non abbiamo saputo mettere pace nelle nostre contese, per l’indifferenza con cui abbiamo guardato chi era nel bisogno, per non aver saputo rispettare e fatto rispettare l’ambiente in cui viviamo, per la prepotenza con cui molte volte abbiamo imposto agli altri le nostre decisioni.

E’ seguito l’atto di ringraziamento, letto da tutti: “Signore siamo davanti a te col fiato grosso, ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto che sa quali interminabili rettilinei. E’ perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in te. Ad ogni modo vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché facendoci contemplare la povertà di quanto abbiamo raccolto ed a prendere atto dei nostri bilanci deficitari, ci aiuti a capire che senza di te non possiamo far nulla, invano vi faticano i costruttori, se non sei tu che costruisci la casa. Abbiamo bisogno di te, o Signore, se no, il nostro vivere, è solo un tragico sussulto di smanie operative, forse anche intelligenti, ma assolutamente sterili sul piano spirituale. Legandoci a te, ci distogli dalle nostre presunzioni corrose dal tarlo dell’efficientismo, raffreni i nostri desideri di onnipotenza. Ma ci sono altri motivi, Signore che, al termine dell’anno, esigono il nostro rendimento di grazie. Grazie, perché ci conservi nel tuo amore. perché ancora non ti è venuto il voltastomaco per i nostri peccati, perché continui ad avere fiducia in noi, perché ci sai mettere sulla bocca le parole giuste, anche quando il nostro cuore è lontano da te, ci metti nell’anima un così vivo desiderio di recupero, che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio per sanare i nostri dissesti. Spogliaci di ogni ombra di arroganza, rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza, donaci un futuro gravido di grazia e di luce e di incontenibile amore per la vita.

Nella successiva preghiera di lode, sono state affidate alla misericordia del Padre, sia le situazioni di angoscia e di paura che hanno segnato le pagine della storia, sia i momenti e le persone che hanno contribuito a ridare speranza al futuro.

Il “Te Deum” cantato, l’adorazione del Sacramento e la benedizione eucaristica ha concluso l’anno cristiano 2006.

artecipato in pochissimi, preferivano il bar o un giro alla birra, un gioco tanto diffuso nel paese.

Lorenzo Zolfo

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