ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Lajme ka / Notizie da Lorenzo Zolfo
 

GINESTRA. 16 GENNAIO 2008. DISTRUTTA LA LAPIDE DI MARMO IN RICORDO DI RAFFAELE CIRIELLO. RAPPRESENTAVA LA CROCE DEL CIMITERO

Ginestra.

Nel piccolo paese del Vulture, lo scorso 16 gennaio, č stata completamente distrutta, in pieno giorno, una croce di marmo posta nel cimitero comunale, quale segno tangibile per tutti i defunti del paese. Questa croce, voluta dal parroco di allora, don Felice Dinardo, č stata donata dalla famiglia di Ascanio Raffaele Ciriello il fotoreporter di guerra – chirurgo plastico ucciso a Ramallah (Palestina ) il 13 marzo 2002, da un carro armato israeliano mentre, per conto del Corriere della Sera, svolgeva il suo compito di inviato di guerra. Donazione fatta, subito dopo la morte di Raffaele Ciriello,per ringraziare l’Amministrazione Comunale, per aver intestata la piazza principale del paese, a Raffaele Ciriello, la piazza dove il fotoreporter Ciriello, allora adolescente, trascorreva, durante l’estate, buona parte del suo tempo libero, immortalando gią  sguardi di anziani, volti di bambini, processioni ed angoli caratteristici del paese.

Questo atto vandalico, di distruggere la croce di marmo del cimitero, ha lasciato esterrefatta tutta la popolazione, in primis l’Amministrazione Comunale che ha subito sporto denuncia contro ignoti.

Mai si č verificata un’azione del genere nel paese, per giunta nel cimitero, luogo sacro, lasciato, fino a qualche mese fa, sempre aperto. Ogni mattina l’incaricato comunale, Michele Carbone, alle 8,30 apre il cimitero e lo chiude nel tardo pomeriggio. La stessa cosa ha fatto, lo scorso 16 gennaio e, una volta aperto il cancello d’ingresso, la croce era intatta, molto probabilmente, l’autore di questo gesto scellerato, ha agito in pieno giorno, senza preoccuparsi minimamente, dell’arrivo di qualcuno. I familiari di A. Raffaele Ciriello, che abitano a Milano, sono stati subito informati di questo grave attentato e sono rimasti impietrititi e senza parole.

Lorenzo Zolfo

Le foto ritraggono i resti della croce distrutta.

priru / torna