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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
 

25° anniversario della morte

100° della nascita

di
GENNARO CASSIANI
Figura arbëreshe di primaria grandezza
Sul piano politico ha rappresentato il Meridione e la Calabria nel secondo dopoguerra

CASSIANI COMMEMORATO A SPEZZANO

Presenti esponenti della ex Dc, della cultura e dell’Arberia

A 26 anni dalla morte di Gennaro Cassiani, è stata la prima volta che la figura e l’opera dello statista democristiano sia stata ricordata nel paese che gli dette i natali. Il convegno organizzato dal locale circolo dell’Udc rappresentato da Giuliano Gullo ha «colmato questo silenzio assordante» raccogliendo intorno alla sua iniziativa diversi rappresentanti del mondo della cultura, dell’Arberia e della variegata diaspora democristiana che si è unanimemente riconosciuta  nella politica di un meridionalista di statura europea, «la cui modernità di pensiero e azione – ha affermato Antoniozzi – acquista nuove valenze nel rinnovato quadro europeo e ridà nuovo vigore ad un patrimonio di valori quali la pace, la libertà, la democrazia, che travalicano i confini di partito».

Di fronte ad un numerosissimo pubblico (di cui molti provenienti da diverse località della provincia), che raccoglieva accanto alle generazioni di epoca democristiana, anche leve giovanili ansiose di conoscere un passato fatto di ideali e di passioni che certamente dividevano, ma che hanno garantito il libero esercizio del gioco democratico, gli intervenuti hanno dato un significativo apporto di idee per una rivisitazione in chiave europeistica di Gennaro Cassiani tratteggiando la figura di un meridionalista che rappresentò per il meridione quello che De Gasperi rappresentò per l’Europa.

Ai saluti del sindaco della cittadina arbëreshë, Ferdinando Nociti, del segretario provinciale Udc Giancarlo Pellegrino e del vice capogruppo regionale Udc, Mario Albino Gagliardi, è seguita una significativa introduzione ai lavori del responsabile del circolo cittadino Udc, Giuliano Gullo. Coordinati con estrema professionalità dal giornalista Rai Pasqualino Pandullo, sono seguiti gli interventi del papas Antonio Bellusci, direttore della rivista Lidhja/Unione, del giornalista scrittore Pierfranco Bruni, del presidente Aippe (Associazione Italiana per il Partito Popolare Europeo) e componente del direttivo nazionale dell’Adc (Associazione Democratici Cristiani) Dario Antoniozzi, del vicepresidente dell’amministrazione provinciale di Cosenza e assessore alla cultura e Pubblica Istruzione, Salvatore Perugini. Ha concluso il vice ministro alle infrastrutture e trasporti, Mario Tassone.

Ognuno ha tracciato un aspetto della personalità esuberante e volitiva di Gennaro Cassiani, spesso corredata da ricordi personali che ne evidenziavano l’antifascismo non di maniera, come testimonia la sua tesi di laurea in diritto costituzionale incentrata nel 1925, in piena era fascista, sul “Diritto di resistenza individuale e collettivo”, una vera e propria impostazione rivoluzionaria del diritto quando ebbe il coraggio di scrivere: «…v,ha momenti nella storia della civiltà in cui non è solo lecito ma doveroso il prendere le armi contro il potere sociale che tradisce la sua missione, e la rivoluzione diventa una delle necessità imprescindibile per un popolo oppresso…».

«Antesignano della tutela delle minoranze etniche – ha detto papas Bellusci in un discorso appassionato ricco di riferimenti epistolari – le popolazioni italo-albanesi avevano ritrovato in lui che nel 1921 aveva acquisito la licenza liceale nel collegio italo greco di San Demetrio, un vero leader che divenne il portavoce della stirpe albanese in Calabria. Quella di Cassiani è stata una personalità politica di primaria grandezza – ha ancora detto don Antonio Bellusci – che traeva linfa vitale dalle sue radici cristiane».

Accomunato fra gli altri, a Croce, Maritain, Salandra, Nicola Misasi, i diversi interventi hanno evidenziato la sua statura europea e la grande attualità dei temi che gli furono cari, in primis la questione meridionale vista come una grande questione nazionale. «Un giurista e un politico tutto da rileggere – come ha detto Pier Franco Bruni – in un quadro mediterraneo ed europeo».

«Un uomo legato ad una grande storia – ha detto in chiusura il Sottosegretario Tassone  – che contrasta col grigiore attuale. Egli parlava ai cuori della gente. Quale membro della Costituente, ha dato un contributo determinante all’attuale impianto parlamentare. Oggi non ci sono più ideali e valori forti e non c’è più coerenza in politica anche perché manca l’orgoglio dell’appartenenza. Oggi il meridionalismo è solo sinonimo di occupazione e di ordine pubblico e i primi antimeridionalisti sono i meridionali. Dobbiamo ridare un’anima al nostro impegno recuperando il valore della memoria storica, rifiutando il meridionalismo attendista di Salvemini».

A conclusione dei lavori la Prof. Rita Cassiani, presente in sala, ha ringraziato quanti hanno reso possibile questa commemorazione. «Se è vero che il pensiero di Gennaro Cassiani è ancora valido – ha detto – mi auguro che attraverso nuovi studi, venga conosciuto meglio specialmente dalle nuove generazioni che si avvicinano alla politica, per i quali  che potrà rappresentare un punto di riferimento».

Raffaele Fera

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