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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
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HANNO AVUTO INIZIO LE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DERADIANO

di Gennaro De Cicco

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI COSIMO MAURO

Il 28 febbraio del 1903 moriva novantenne, a San Demetrio Corone, il poeta Girolamo De Rada. L’Amministrazione comunale, l’Università della Calabria, la Regione Calabria e l’Amministrazione provinciale per ricordare l’evento, a distanza di cento anni, intendono organizzare una serie di iniziative per approfondire e divulgare l’opera e l’impegno culturale del più grande poeta della letteratura albanese.

Le linee programmatiche delle  celebrazioni per il centenario deradiano sono state illustrate, alla presenza di sindaci e amministratori delle comunità arbëreshe e di numerose autorità civili, politiche e religiose, venerdì pomeriggio, presso la sala teatro del Collegio di Sant’Adriano, dal Sindaco di San Demetrio Corone, Sen. Cesare Marini, e dal prof. Francesco Altimari dell’Università della Calabria, ordinario di Lingua e Letteratura Albanese.

Nella stessa giornata sia l’ Albania che il Kossovo, con due manifestazioni culturali presso l’Accademia delle Scienze di Tirana e l’Università di Pristina, hanno inteso dare il via alle celebrazioni in memoria del poeta-vate arbëresh.

Dagli interventi di Marini e Altimari è emerso che le celebrazioni assumeranno una valenza internazionale e che presto si darà il via alla pubblicazione dell’opera omnia del poeta.

De Rada rappresenta l’identità culturale della minoranza etnica albanese, ha detto il sen. Cesare Marini, ed è giusto proporre una riflessione sul significato dell’opera del poeta e del letterato, figura eminente nel panorama culturale calabrese. L’Amministrazione comunale, ha comunicato il primo cittadino, ha già acquistato la casa, sita in via Marzile, dove il poeta ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e si impegnerà ad avviare trattative anche per l’acquisto della casa natia che potrebbe ospitare sia l’archivio letterario che  la costituenda  “Fondazione De Rada”. 

Un grande intellettuale del suo tempo, ha aggiunto il prof. Altimari, punto di riferimento della cultura albanese. Fu il primo a far conoscere all’Europa l’esistenza di un’Albania, patria di eroi e terra di nobili sentimenti.

Graditi ospiti della manifestazione le pronipoti del poeta Giuseppina e Nicoletta De Rada, con la madre, signora Vincenzina Fasanella Masci.

Al termine del primo incontro commemorativo, spazio alla musica arbëreshe con Vichi Macrì, Adriana Ponte e Alessandro Paloli.

La figura di Girolamo De Rada è annoverata tra le maggiori della letteratura albanese.  L’attività del poeta è stata molto ampia. Egli si interessò di poesia, di politica, di linguistica, di estetica, di storia di grammatica e di giornalismo.

Era nato a Macchia Albanese, piccola colonia arbëreshe, nel 1814. Nella sua lingua attività poetica pubblicò varie opere, fra cui il Milosao, Serafina Tophia e Skanderbeg lo sventurato. Intensa anche l’attività di pubblicista. Il giornale da lui fondato la Bandiera dell’Albania divenne il simbolo della diaspora albanese nel mondo.

Gennaro De Cicco

 

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