Le celebrazioni per il I
centenario della morte del poeta Girolamo De Rada, figura centrale della
cultura arbëreshe, hanno preso avvio venerdì 28 febbraio presso la sala
teatro del Collegio italo-albanese. Due cerimonie concomitanti si sono
tenute anche presso l’Accademia delle scienze di Tirana e l’Università del
Kossovo.
All’incontro, organizzato dal
Comune di San Demetrio Corone con il concorso dell’Università della
Calabria, della Amministrazione provinciale di Cosenza e della Regione,
erano presenti autorità regionali, provinciali, sindaci delle comunità
italo-albanesi, ed esponenti del mondo culturale. Gradite ospiti le
pronipoti del poeta, Giuseppina e Nicoletta De Rada, con la madre signora
Vincenzina Fasanella Masci.
Il sindaco di San Demetrio
Corone, sen. Cesare Marini, ha brevemente tracciato la figura del più
noto scrittore della diaspora , ricordando che l’incontro è stato il
primo di una serie di manifestazioni celebrative previste durante l’anno.
Il primo cittadino ha anche reso noto l’acquisto da parte del Comune della
abitazione sandemetrese in cui il poeta trascorse gli ultimi anni della
sua lunga e travagliata esistenza e dove morì cento anni fa.
Ricco di spunti critici sulla
figura del letterato è stato l’intervento del prorettore dell’Università
della Calabria, Franco Altimari, che ha anche offerto un articolato
bilancio sul crescente interesse verso gli studi deradiani “Molto è stato
fatto fino a ora per diffondere le opere del De Rada in Albania e in altre
nazioni, dove l’interesse di studiosi e critici letterari è in continuo
aumento - ha spiegato il titolare della cattedra di lingua albanese dell’Unical
- e ancora di più potrà essere fatto, considerata l’ampia partecipazione
di enti, associazioni e atenei”. Tra le iniziative di spicco da realizzare
nel corso dell’anno celebrativo, Altimari ha ricordato “l’archivio della
letteratura”, da istituire assieme alle università di Tirana e del
Kossovo Una autentica “casa” di tutti gli autori di scritti sull’Albania
e sulle comunità albanofone.
Vichi Macrì e Adriana Ponte,
accompagnate dal maestro Alessandro Paloli, a conclusione del primo
incontro celebrativo, hanno proposto motivi del repertorio canoro
arbëresh moderno e tradizionale.
Considerato il “padre” della
letteratura moderna arbëreshe e il vate di tutti gli albanesi, sia quelli
di Albania che della diaspora, Girolamo De Rada nacque il 19 dicembre 1814
nella frazione Macchia Albanese. L’11 ottobre 1964, in occasione del 150°
anniversario della sua nascita, le sue spoglie furono traslate dal
cimitero di S. Demetrio Corone, dove si spense a 89 anni, nella chiesa di
Macchia Albanese.
L’attenzione di De Rada poeta
si rivolse soprattutto alla madrepatria degli arbëreshë, l’Albania,
promovendo così l’inizio della sua letteratura colta che, rimasta per
tanto tempo offuscata da una coscienza nazionale sbiadita dal lungo
periodo di dominazione ottomana, non aveva rivelato alcuna produzione di
rilievo. Suo il merito di richiamare all’attenzione delle potenze europee
la questione albanese,”patria di eroi e terra di sentimenti nobili”,
battendosi con gli scritti, anche attraverso la attività di pubblicista,
per il riconoscimento della sua indipendenza. Da qui la vasta popolarità
del poeta anche nel Paese delle aquile, dove è ammirato e studiato in
tutti i livelli scolastici.
Girolamo De Rada fu anche
l’iniziatore della moderna letteratura arbëreshe. Ne “I canti del Milosao
, pubblicato nel 1836 e ritenuto dalla critica un grande poema romantico,
il poeta si ispira ai canti tradizionali dei paesi arbëreshë, popolati da
figure eroiche, per esprimere tutto il suo attaccamento all’Albania, sua
Patria ideale.
Adriano Mazziotti