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Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

SPECIALE

FRANCO AZZINARI

Natura magica e solare

E’ un raggio di sole la pittura di Franco Azzinari , straordinario interprete della Natura intesa come fantasia (Cennini) e tendenza verso l’idea della perfetta bellezza (Agucchi). 

Natura  apparentemente statica  ma, invece, dinamica e sempre nuova. Mai volubile.

Natura da contemplare in ogni istante della giornata per coglierne le sfumature cromatiche e carpirne i segreti più intimi, ghermendoli  non appena si svelano e prima che si dissolvano …

Natura magica e solare. Idealizzata da divenire inno alla bellezza e alla vita.

E così, davanti ai seducenti  paesaggi di Azzinari,  si ridiventa bambini e, sulle ali della fantasia si vola verso  “I luoghi del fascino”, “Il cammino del Paradiso”, in  un “Silenzio irreale” e in una “Dimensione senza tempo”.

E’ una pittura che fa sognare , ritempra l’animo,aiuta a superare le banalità della vita quotidiana, accende le speranze e illumina il futuro.

Nato il 3 marzo 1949 a San Demetrio Corone (Cosenza), ha lasciato, ancora ragazzo, dopo la morte dei genitori, il paese natio, peregrinando per l’Europa e fermandosi per  un po’ di tempo  a Parigi, avendo come unico “bagaglio” l’ innato talento pittorico. Un periodo di dura ma formativa gavetta, sia dal punto di vista artistico che umano.

Nel 1970 si stabilisce in Liguria dove, tre anni dopo,  apre uno studio a  Lerici  e inizia a collezionare  i primi successi. Nel 1977 inaugura a Milano uno studio-galleria. Viaggia continuamente e rimane ammaliato dalle antiche civiltà dell’Estremo Oriente. 

Dopo tanto girovagare, giunge il  momento della riscoperta delle sue origini e della Calabria. Prende così corpo in maniera organica e definitiva la scelta contenutistica, a cui rimarrà fedele, imperniata sulla  Natura della sua terra.

Nel 1984,  tiene la sua prima mostra in Calabria  a San Demetrio Corone, suo paese di nascita, presso la Galleria della Radio Skanderbeg .

E la Calabria -  dove spesso l’artista ritorna  per ravvivare ispirazione e memoria - diventa la sua musa e il suo approdo. L’ancora di salvezza dopo un lungo e travagliato viaggio, la Penelope che fedelmente t’aspetta, l’energia per nuove avventure.

Azzinari, con amore filiale, sceglie come soggetti i posti più belli.  Luoghi che, in qualche modo, gli ricordano la sua infanzia e sanno creare  magiche atmosfere in un avvincente intreccio di memorie e sensazioni.  Luoghi incantati  e fuori dal tempo dove non c’è posto per anacronistiche e sterili nostalgie.  Luoghi che tratteggiano una visione moderna di calabresità : virile e dignitosa, priva di sfiducia e vittimismo.

La Calabria  ,“raccontata” da Azzinari  con colori caldi e brillanti,  è terra autentica, magica, incantevole, ricca di cultura e umanità. Ed ha trovato in lui un ambasciatore eccezionale, capace di diffondere nel mondo il suo vero volto. Una terra ricca di sole, mare, paesaggi che celano ancora umori e rumori, voci e memorie e, soprattutto, storie antiche, ma sempre palpitanti, che aspettano di essere ascoltate e raccontate.

Raffaele De Grada parla di “figurazione aperta, solare, fiorita, campi di papaveri e margherite dietro ai quali si intuisce la grandiosa presenza del mare. Il colore è aperto, squillante e richiama alla gioia di fresche primavere, scrutate nel segreto delle erbe alte nelle quali viene voglia di immergersi in incontri amorosi ascoltando la voce degli insetti, fuori dal mondo”

Si realizza così – come annota Pietro Dalena – una sorta di umanesimo della natura, in una struttura pittorica in cui l’arte, uscita da sterili schematismi, si fa poesia e si storicizza nei brani di paesaggio fissati sulla tela e ridotti a memoria, cioè a storia”.

Nascono “Il grande ulivo”, “ Agavi sulla diga di Tarsia”, “Campo di grano”,”L’orto”, “Il dono degli Dei”, “Girasoli”, “Le bianche dune”, “Una sera blu d’estate”, “ la  Perla Jonica”, “Quando cala il buio”, “Dove tutto è cominciato”, “Poco lontano dal mare” e “Arcobaleno sul prato” . E tanti altri capolavori.

Molte di queste opere, realizzate in un arco di tempo ventennale che va dal 1982 al 2202, sono esposte nel “Museo  Franco Azzinari” allestito nella Torre Pallotta di  Altomonte.

Viene, poi, l’amore per Cuba. Un amore passionale e struggente che non contrasta o sminuisce quello per la sua terra d’origine, che, anzi,  ne esce rafforzato.

“Visitando Cuba  nel gennaio del 1992, facendo un salto da turista da Miami in Florida dove ero in vacanza con un amico– racconta infatti Franco Azzinari – avevo l’impressione di essere tornato indietro nel tempo, a quando era bambino. Mi riaffioravano nella mente immagini che avevo già visto : lo sforza dell’uomo per estrarre dalla terra la fertilità: Fui molto colpito dai vecchi, dalla rugosità dei loro volti (testimoni della vita) e dal modo , molto serenamente, lavoravano i campi, con la forza delle loro braccia”.

 “Mi  innamorai: un giorno sarei ritornato con la tavolozza e i colori per raccontare sulla tela questi luoghi di   magia, dalla natura intatta e incontaminata, con il sole che bacia la frutta e la rende sensuale”.

E così è stato. Da allora ha realizzato, nei suoi lunghi e frequenti soggiorni a Cuba, più di duecento opere ( disegni, pastelli, sanguigne, oli, tecniche miste, acquarelli). Ha dipinto e disegnato aspetti naturalistici e umani, personaggi come Fidel Castro; Gregorio Fuentes , il marinaio di Hemingway;  Alejandro Robaiana, produtore di sigari  e il musicista Compay Segundo.

Forte e dinamica è la presenza umana. Uomini e donne impegnati  nella loro quotidianità  e nel duro lavoro dei campi, fiduciosi nell’opera di modernizzazione del Paese, non selvaggia, armoniosa con la natura e capace di conservare gli autentici valori. E - come sottolinea De Grada – Franco Azzinari rappresenta “non con gusto retro una vecchia società in disarmo, ma un popolo in sviluppo, in equilibrio con la natura felicemente regolata dall’uomo con le sue giuste leggi”.

Buona parte di  questi lavori  realizzati nel Paese di Fidel Castro sono stati pubblicati - su interessamento del Ministero della Cultura dell’Avana , dell’Ambasciata cubana  in Italia e dell’Uneac -  nell’elegante  volume “ Franco Azzinari –Cuba”  edito da Electa (con interventi di Raffele De Grada, Miguel Carnet, Sergio Zavoli, Carilda Oliver Labra e Gianni Minà) e presentato per la prima volta al Museo de Bellas Artes dell’Avana, in concomitanza con la mostra tenutasi dal 9 febbraio al 10 marzo 2002.

Dopo Cuba, la mostra è stata  allestita al Castello degli Agolanti di Riccione  e ora, seconda tappa italiana , al Castello ducale di Corigliano Calabro, dal 15 dicembre 2002 al 15 marzo 2003, in occasione dell’inaugurazione degli spazi espositivi e del completamento dei restauri dell’imponente maniero normanno.

Per questo importante avvenimento,  Franco Azzinari ha realizzato la cartella  “Natura magica e solare di Corigliano Calabro” (testo critico di Pasquale De Marco) che riassume felicemente la sua “filosofia” artistica .

Le due litografie mettono in bella mostra carnosi e invitanti frutti, sullo sfondo di rigogliosi e fioriti giardini,  rendendo ancor più tangibile una delle  principali peculiarità  della nostra terra: la fertilità, da cui sarebbe derivato l’antico nome  di Corigliano, Ausonia.

Frutti  che sono  “Il dono degli Dei” ma anche il prodotto della caparbia e paziente  laboriosità della gente di Calabria.

E’ un raggio di sole la pittura di Franco Azzinari, che ora  illumina la suggestiva rappresentazione dei luoghi dei grandi miti del Mediterraneo. Uno straordinario evento culturale che, con il patrocinio del nostro Ministero dei Beni culturali e dell’Ambasciata greca di Roma, partirà con una grande mostra a Roma, a maggio del prossimo anno, per proseguire  a Paestum (luglio e agosto 2003) e poi in Grecia e in tante altre città del Mediterraneo.

Pasquale De Marco

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