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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

SPECIALE

L’ ICONOGRAFIA BIZANTINA DELLE CHIESE ARBËRESHE

L’ICONA BIZANTINA E LA SCUOLA

Intervista  con Emilia Blaiotta, dirigente dell'Istituto Comprensivo di Frascineto

Concludiamo il ciclo di interviste, mirate alla conoscenza dell’iconografia bizantina, con la Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Ernest Koliqi” di Frascineto, Emilia Blaiotta. Questo incontro non è casuale considerato che Emilia Blaiotta è stata la promotrice di  svariate iniziative tese alla valorizzazione dell’etnia arbëreshe, dall’insegnamento della lingua agli scambi culturali  anche con scuole di altre minoranze. In particolar  modo, l’icona bizantina, per la Scuola media di Frascineto, è diventata motivo di orgoglio ed è approdata all’allestimento di un attrezzato laboratorio per la produzione artigianale delle icone, dove i ragazzi diventano ogni giorno  tanti piccoli artisti.

Come è nata l’idea di un laboratorio delle icone?

L’idea è scaturita dalla consapevolezza che il rito bizantino delle comunità arbëreshe è stato lo strumento principale di conservazione dell’identità etnica di questa minoranza. Gli esuli albanesi venuti in Italia per sfuggire alla dominazione turca dopo la morte di Skanderbeg (1468), portarono con sé la ricca e fastosa liturgia bizantina, riuscendo a custodirla nei secoli pur tra notevoli difficoltà;  le icone ne sono l’elemento più caratteristico e rilevante.

E’ stato difficile realizzare  questa idea?

L’istituto che dirigo ha introdotto già da alcuni anni la pratica didattica dei laboratori (della ceramica, di cucina,  di informatica  ecc.) per offrire agli alunni occasioni di crescita della loro autostima, ma anche come  suggerimento di attività artigianali da sviluppare nell’ambito del Parco del Pollino. Il laboratorio delle icone è “cresciuto” negli anni grazie alla condivisione ed all’entusiasmo dei docenti ad esso preposti, ma anche grazie alla disponibilità dell’Ente Locale che, all’inizio dell’attività, ha consentito  che un artigiano del legno, addetto ai lavori socialmente utili,  collaborasse con la scuola. Oggi siamo diventati autosufficienti: ci siamo dotati delle attrezzature occorrenti, abbiamo sperimentato varie tecniche, abbiamo raccolto nell’atrio della scuola una ricca documentazione  di questo lavoro, che è anche un originale biglietto da visita dell’identità arbëreshe.

Qual è stata la reazione e la risposta dei ragazzi?

Ovviamente non tutti gli alunni manifestano lo stesso entusiasmo, ma ve ne sono alcuni particolarmente bravi e che si sono specializzati nelle varie fasi della lavorazione. La pratica artigianale è sempre accompagnata da una riflessione teorica sul linguaggio simbolico delle icone, che è ricco di fascino e genera sempre stupore e curiosità nei ragazzi. L’intento della scuola non è solo quello di produrre le icone, ma anche di insegnare agli alunni a saper guardare ciò che appartiene al loro vissuto quotidiano, per capirlo, apprezzarlo ed amarlo.

A distanza di qualche anno, qual è  oggi la ricaduta culturale dell’iniziativa iconografica  sui ragazzi e fra la gente di Frascineto ed  Eianina?

La scuola cerca di coltivare e valorizzare tutti gli aspetti della cultura minoritaria del suo territorio perché li considera una non trascurabile ricchezza, e non solo culturale. In un mondo sempre più globalizzato, l’attenzione ad ogni forma di diversità è un modo per educare alla tolleranza ed al rispetto degli altri. Le famiglie condividono l’impostazione della nostra offerta formativa e considerano la scuola un importante punto di riferimento per la vita della Comunità tutta. La nostra speranza è che le attività proposte dalla scuola abbiano vita anche all’esterno, attraverso la creazione di botteghe artigiane in cui possano realizzare il loro progetto di vita almeno una parte dei giovani che oggi cercano altrove la loro realizzazione.

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