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Comunicato stampa

Incontro fra l’On. Paolo Gentiloni, ministro delle comunicazioni,

e i rappresentanti delle Associazioni delle minoranze linguistiche d’Italia.

Riproposto il problema delle trasmissioni radiotelevisive nelle lingue minoritarie sottoposte a tutela dalla legge 482/99. Le richiesta di Domenico Morelli, presidente del CONFEMILI.

 

Roma - “Siamo qui per ascoltare, ma nel vostro caso per mantenere impegni presi”. Con queste parole il ministro delle comunicazioni on. Paolo Gentiloni ha risposto alle richieste poste dalla delegazione delle associazioni delle minoranze d’Italia nel corso della prima audizione consultiva sul Contratto di servizio RAI. Il Contratto di servizio, che disciplina i contenuti della missione di servizio pubblico della RAI e fissa i suoi diritti e doveri, viene stipulato con cadenza triennale ed è scaduto il 22 gennaio 2006.

All’audizione, che si è svolta presso il Ministero delle comunicazioni, erano presenti anche i sottosegretari di Stato on. Luigi Calò e on. Luigi Vimercati nonché lo staff del ministro al completo.

Della delegazione delle comunità di lingua minoritaria facevano parte il prof. Domenico Morelli,  presidente del CONFEMILI (Comitato nazionale federativo minoranze linguistiche d’Italia) e, per il Comitato 482, l’on. Arnaldo Baracetti, la dott.ssa Jole Namor e il dr.Carlo Puppo.

Il ministro ha esordito rilevando l’esigenza che sul Contratto di servizio gli utenti esprimano le loro proposte e osservazioni di carattere sociale, tecnico, giuridico ed economico.

Il prof.Domenico Morelli ha ricordato il quadro normativo vigente in materia di tutela e valorizzazione delle lingue minoritarie (la legge 482/99 riconosce e tutela nel nostro paese 12 minoranze linguistiche). Per quanto riguarda il diritto delle minoranze linguistiche a proprie trasmissioni radiofoniche e televisive, ha deplorato la circostanza che il precedente governo abbia adottato prese di posizione pretestuose per non attuare l’art. 12 della legge 482. Appare necessario, ha detto, che il nuovo Contratto di servizio confermi quanto già previsto nel Contratto in scadenza, ma che soprattutto lo metta in atto. Data la disomogeneità delle comunità di lingua minoritaria che hanno caratteristiche ed esigenze diverse, la RAI si deve impegnare, in collaborazione con regioni, province e comuni, a trasmettere programmi nelle lingue in questione in base ad una scelta operata tra le varie misure previste dall’articolo 11 della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie.

Il presidente del CONFEMILI ha proposto l’istituzione  di una Commissione paritetica Ministero delle comunicazioni e RAI, formata di esperti e con la collaborazione delle associazioni delle minoranze, in modo da individuare in tempi brevissimi sia le sedi RAI a cui attribuire le attività di programmazione, sia il livello minimo di tutela. In particolare ha condiviso l’auspicio della minoranza friulana che alla redazione di Udine venga al più presto riconosciuta piena autonomia ed operatività nella ideazione e produzione delle trasmissioni in friulano.

Il prof. Morelli ha infine informato il ministro di alcune iniziative del CONFEMILI, sia riguardo la Conferenza dei presidenti delle regioni, che in un incontro con il presidente della RAI Claudio Petruccioli hanno chiesto che sia messo all’ordine del giorno il problema dell’attuazione della legge 482/99, sia riguardo all’Autorità per le comunicazioni, a cui è stato chiesto un monitoraggio delle trasmissioni nelle lingue minoritarie ad opera dei CORECOM regionali.

Concludendo il suo intervento, Morelli ha rilevato come l’inadempienza del Governo italiano nei confronti  delle comunità di lingua minoritaria sia stata segnalata anche dalla Risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, adottato lo scorso 14 giugno. Tenuto conto che il nostro Paese vanta una normativa nuova e originale e fra le più avanzate in Europa, ha detto il presidente del CONFEMILI, sarebbe opportuno evitare le recriminazioni degli organismi internazionali che denunciano la mancata attuazione della legislazione nazionale nel settore della tutela delle minoranze linguistiche.

Il dr. Carlo Puppo del Comitato 482 ha chiesto che il servizio pubblico garantisca la trasmissione di programmi informativi e culturali in lingua friulana. Il nuovo Contratto di servizio, ha detto, deve chiaramente individuare la sede di Udine come luogo di produzione delle trasmissioni. Come traguardo finale del livello di tutela previsto dalla Carta europea delle lingue regionali e minoritarie  sarebbe opportuno  garantire il punto A1 (ovvero la creazione di una emittente radiofonica e di un canale televisivo in friulano), ma dato che tale livello non si raggiunge in tempi brevi è necessario, per superare il vuoto attuale, iniziare dal livello minimo.

Una seconda richiesta del Dr. Puppo ha riguardato l’estensione del segnale TV per le comunità slovene della provincia di Udine. Questa richiesta è stata illustrata dalla dott.ssa Jole Namor, che ha lamentato il fatto che le comunità slovene della provincia di Udine non ricevano il segnale TV delle trasmissioni in lingua slovena. Le  istanze rivolte alla sede regionale RAI di Trieste non hanno sortito alcun effetto, anche se la regione Friuli-Venezia Giulia  si è impegnata a sostenere l’onere dell’impianto dei ripetitori. Le ragioni del ritardo, ha concluso la dott.ssa Namor, non possono dunque che essere politiche.

L’on. Arnaldo Baracetti ha ricordato che la legge 482/99 è stata approvata da un governo di sinistra e va quindi pienamente attuata dal governo in carica.

Il ministro Paolo Gentiloni, che conosceva a fondo la problematica discussa per aver fatto parte del Comitato di vigilanza, ha mostrato grande sensibilità nei confronti dell’imprescindibile ruolo di servizio pubblico ricoperto dalla RAI, e ha concluso l’incontro assicurando la sua disponibilità e il suo interessamento perché questo capitolo importante della legge di tutela 482, che assicura le condizioni per le trasmissioni in lingua minoritaria, venga attuato al più presto.

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