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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

I sindaci di Guardia Piemontese (per gli occitani), di Carfizzi e di Vaccarizzo Albanese (per gli arbėreshė) nel Coordinamento delle minoranze linguistiche dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)

 

E’ in fase di costituzione in seno all’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, il Coordinamento delle minoranze linguistiche. E’ una legittima aspirazione di centinaia di comuni italiani alloglotti che compongono le dodici minoranze linguistiche storiche tutelate dalla legge n. 482 del 1999, che č venuta a sanare un vuoto della Carta costituzionale ed in particolare quell’art. 6, suffragato dall’art. 3, dove si stabilģ nel lontano 1947, che “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”. Pił volte e da pił parti sono state rivolte petizioni all’ANCI, perché venisse costituita una sezione che raggruppasse rappresentanze dei comuni di lingua diversa dall’italiano. L’intervento decisivo č stato quello del Coordinamento provinciale dei comuni di lingua minoritaria del Cosentino ed in particolare dall’Assessore provinciale alle Min. Ling. Donatella Laudadio, dal Pro-rettore dell’Unical Francesco Altimari, unitamente al consigliere nazionale dell’ANCI Vincenzo Santoro, appositamente delegato.

Oggi l’ANCI ha ritenuto valida questa proposta e il Commissario ANCI Calabria ha indicato i nomi di tre primi cittadini che andranno a far parte del Coordinamento e precisamente: per il comune occitano di Guardia Piemontese (CS), Andrea Muglia, per gli arbėreshė quello di Vaccarizzo Albanese (CS), Aldo Marino e quello di Carfizzi (KR), Caterina Carmela Tascione.

Tre sono i settori che toccano in modo sostanziale in Calabria la tutela delle lingue minoritarie: l’insegnamento delle lingue arbėreshe, grecanica ed occitana in un sistema scolastico che, in questi ultimi anni, ha creato notevoli difficoltą soprattutto con il drastico ridimensionamento delle giurisdizioni scolastiche che va contro una legge dello Stato, la 482/99; la comunicazione attraverso le trasmissioni radiotelevisive nelle lingue minoritarie, non ancora attuata; i continui tagli delle risorse finanziarie che impediscono la realizzazione dei progetti previsti dalla legge medesima.

Nell’ANCI i rappresentanti dei Comuni alloglotti sapranno come intervenire nelle diverse sedi istituzionali per perorare i diritti della difesa della propria identitą linguistica e culturale di queste popolazioni.

Alfredo Frega

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