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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

infoNewsletter 24 gennaio 2005

Laime  documenti note a cura del Klub i Gazetarvet Arbëreshë - Club dei Giornalisti Arbëreshë

Giornalisti italo-albanesi a Lungro il 5 febbraio 2005 ore 16

Partono gli inviti per l’incontro di studio, che avrà luogo nel salone del Palazzo ex Monopoli di Stato in corso Skanderbeg sabato 5 febbraio 2004, ore 16, organizzato dal Club dei Giornalisti Arbëreshë, con il patrocinio dell’Assessorato Provinciale per le minoranze linguistiche ed in collaborazione con il Confemili, l’Associazione Culturale Arbëreshë e lo Sportello linguistico di Lungro.

Si discuteranno le problematiche inerenti le trasmissioni radiotelevisive nelle lingue sottoposte a tutela con la legge quadro nazionale n. 482/99. A distanza di cinque anni dallo strumento legislativo non è stata intrapresa alcuna iniziativa in merito, cosi come esplicitamente previsto dall’art. 12, c. 1., come a distanza di due anni dal DPR 14 febbraio 2003 non è stato dato corso all’12 del contratto di servizio Ministero della Comunicazione e Rai. L’incontro sarà propositivo nel senso che si dovranno raggiungere tre obiettivi: 1) individuazione delle azioni di sollecitazione per ottenere la necessaria convenzione Stato – Rai; 2) costituzione di un gruppo di lavoro per studiare forme progettuali da presentare alle istituzioni competenti; 3) organizzazione di corsi di formazione universitaria in albanologia per gli operatori dell’informazione, provenienti dalle comunità allofone della regione.

Relatore principale sarà il Dr. Bojan Brezigar, presidente dell’Ufficio europeo per le lingue meno diffuse di Bruxelles e socio fondatore, nonché membri del consiglio di presidenza del Confemili. Brezigar è giornalista professionista e dirige il quotidiano Primorski Dnevnik in lingua slovena.

Egli saprà darci delle utili e pratiche indicazione per l’attività che i giornalisti italo-albanesi aderenti al Club vorranno svolgere nei giorni a seguire.

Hanno assicurato la loro partecipazione alla tavola rotonda: Domenico Morelli, presidente del Confemili di Roma; Basilio Bianchini, direttore della Sede regionale Rai per la Calabria; Attilio Sabato, direttore responsabile di Teleuropa Network; i docenti dell’Unical Francesco Altimari e Daniele Gambarara; Donatella Laudadio, assessore provinciale minoranze linguistiche; i vice presidente del Club i colleghi Francesco Baffa e Demetrio Emmanuele.

PRESA DI POSIZIONE DEL CONFEMILI

I PROGRAMMI RADIO E TV PER LE MINORANZE LINGUISTICHE RICONOSCIUTE IN ITALIA SECONDO LA LEGGE 482/99, IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE, IL CONTRATTO DI SERVIZIO

Riportiamo di seguito un documento fattoci pervenire dal Presidente del Confemili (Comitato Nazionale Federativo delle minoranze linguistiche in Italia), prof. Domenico Morelli, che ringraziamo per la collaborazione che ci sta offrendo da sempre. Questo comitato ha svolto e continua a svolgere, da un ventennio, una intensa attività in favore delle minoranze linguistiche, contribuendo alla soluzione di problemi di vasta portata, come la legge 482/99 con la quale lo Stato ha riconosciuto ufficialmente le 12 minoranze linguistiche storiche, venendo così ad attuare l’art. 6 della Costituzione a distanza di un cinquantennio dalla promulgazione. Tiene contatti con i Ministeri del Miur, degli Affari Regionali e della Comunicazione e con altre istituzioni ed enti sui quali pesa la competenza per l’attuazione ed il rispetto della richiamata Legge quadro nazionale. (a.f)

CONFEMILI  (Comitato Nazionale Federativo minoranze linguistiche d’Italia)

I programmi radio e TV per le minoranze linguistiche riconosciute in Italia secondo la legge 482/99, il Regolamento di attuazione, il Contratto di servizio

Roma 21 gennaio 2005 - Il CONFEMILI, deplorando gli attuali ritardi, chiede la piena e puntuale applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente. In particolare sollecita l’attuazione di quanto previsto dal Contratto di servizio RAI.

Si tratta di un passo essenziale per garantire alle minoranze linguistiche le trasmissioni radiotelevisive cui hanno diritto.

Ferme restando le condizioni di tutela di cui già godono le minoranze tedesca, ladina, francese e slovena, e fermo restando l’auspicio per ogni minoranza di accedere a livelli di tutela superiori, a seconda della specifica situazione di ciascuna, il CONFEMILI chiede che, ai sensi dell’art.11 del Regolamento di attuazione, venga al più presto riconosciuto a tutte le minoranze almeno il contenuto minimo di tutela a3) previsto dall’art.11 della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, che consiste nell’impegno che vengano presi “adeguati provvedimenti affinché gli enti radiotelevisivi programmino delle trasmissioni nelle lingue regionali o minoritarie.”

Per quanto concerne l’obbligatoria individuazione delle sedi cui attribuire le attività di tutela, il CONFEMILI, auspicando che le trasmissioni vengano realizzate sempre nei territori di appartenenza di ciascuna minoranza, valorizzando e potenziando in particolare le redazioni distaccate già esistenti, suggerisce di indicare ai sensi dell’art.11 del Regolamento di attuazione otto sedi regionali della RAI: la Sede regionale per la Valle d’Aosta per il francese e il franco-provenzale, la Sede regionale per il Piemonte per l’occitano, la Sede di Bolzano per il germanico e il ladino, la Sede regionale per il Molise per il croato, la Sede regionale per la Sardegna per il sardo e il catalano, la Sede regionale per la Puglia per il grecanico, la Sede regionale per la Calabria per l’albanese, la Sede regionale per il Friuli-Venezia Giulia per il friulano e lo sloveno (con l’auspicio che, come richiesto dalla minoranza friulana, alla redazione distaccata di Udine venga al più presto riconosciuta nella ideazione e produzione delle trasmissioni in friulano piena autonomia ed operatività).

Il CONFEMILI, conscio della complessità dell’attuazione delle previsioni di legge, e consapevole dei molteplici aspetti finanziari, produttivi e ideativi che tale attuazione implica, raccomanda infine la creazione di un ufficio di coordinamento, attraverso il quale la RAI possa dare impulso in tutte le sue fasi alla partenza delle trasmissioni per le minoranze linguistiche, così come previsto dall’art.12 della legge 482/99 e dal Contratto di servizio.

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