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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
Il contributo di un autore arbėresh alla cultura nazionale italofona.
Un libro speciale che illustra gli usi civili, privati e pubblici, di un edificio artistico-storico-culturale, disegnato dal grande architetto Francesco Borromini.
"Un libro appassionante che affascina ed intriga" (Enrico Pugliese, Prefazione , p. 10)
VILLA FALCONIERI
in due splendidi volumi
 
ARTICOLO APPARSO SU "IL CENTRO"

Affittopoli del fascismo: D'Annunzio disse no all'offerta di Mussolini


«Ti dono villa Falconieri per una lira. Dico una lira», telegrafava nel 1925 il Duce al Vate e questo rispondeva: «Voglio pensare che chiedendomi cosģ inaspettatamente una lira, Tu intenda in lirico contraccambio, la mia lira di sette corde. Stop. Io ho quel che ho donato e non ho mai e non voglio mai avere quel che mi č donato e condonato».
Il gran rifiuto di Gabriele D'Annunzio all'affittopoli dell'epoca č documentato nel volume «Villa Falconieri» di Antonio Sassone (Armando editore) che racconta la storia d'Italia, dal 1600 a oggi, svoltasi nelle sale e nei giardini della villa Borrominiana di Frascati (Roma).
Spiega l'autore, nella mezza pagina dedicata all'episodio, che, «ripristinando una prassi vigente ai tempi dei regni feudali e delle monarchie assolute, che concedevano appannaggi ai cortigiani per assicurarsene la fedeltą, prassi ripristinata ai giorni nostri con la concessione di immobili demaniali in uso semi gratituito a esponenti dell'apparato politico, burocratico e giudiziario, il Duce offrģ la Villa a D'Annunzio per il simbolico canone annuo di una lira». Ma il poeta pescarese, nella sua residenza principesca del Vittoriale «poteva permettersi il lusso di indignarsi al pensiero di essere trattato alla stregua di una musa appigionata» e disse il suo sdegnato e ironico «No!». D'Annunzio visse quasi confinato a Gardone Riviera per gli ultimi venti anni della sua vita.