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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Il nuovo romanzo di Carmine Abate

 La festa del ritorno

RISPOSTA ALL'INTERVENTO DI NANDO ELMO SU CARMINE ABATE

di Enrico Ferraro

Conosco Nando Elmo, Nandini ka Firmoza, attraverso i suoi numerosi, costanti interventi su Katundi Ynė e in altre sedi.

Di Elmo ho sempre apprezzato la sua vasta, enciclopedica cultura da metterti in crisi

Ed ho recentemente apprezzato quanto ha scritto su Arbitalia a proposito della lingua arberisca e shqip usata nei nostri insediamenti.

Alcune volte non ho condiviso il suo punto di vista ma si sa, la veritą non sta mai tutta da una parte e quindi mi sono astenuto dall’esprimerne il mio.

Ora, leggendo quanto ha scritto su Arbitalia: ”Che cosa significa essere arbėresh” note a margine, sull’ultimo libro di Carmine Abate “La festa del Ritorno”, e in particolare sull’arberescitą o meno di Carmine Abate come scrittore di romanzi, credo sia opportuno sottolineare che gli insediamenti arbereschi hanno conosciuto situazioni culturali diverse.

Non tutti gli insediamenti hanno avuto la fortuna di avere un Collegio Corsini, di poter conservare il rito greco-ortodosso, di avere condizioni geografiche favorevoli e tante altre ragioni che sarebbe troppo lungo enumerare.

Carmine Abate č figlio di una realtą culturale e ambientale che si č andata sedimentando nel tempo in modo diverso dalle altre realtą pur conservando la peculiaritą arberesca.

Carmine Abate descrive e ha descritto, egregiamente nel suo lavoro, una realtą arberesca  che Elmo non conosce e non si č sforzato di conoscere.

Ho sottoposto il testo, prima di spedirlo ad Arbitalia, ad un mio carissimo amico, da me molto stimato, altro collaboratore del prof. Gangale, per un suo parere.

Egli  avrebbe voluto aggiungere (cito testualmente) “L’intervento di Nando Elmo, inoltre prefigura un quadro di opposizione tra arbyresh e llitiri calabresi, animato da astio verso i calabresi: richiamare il riferimento “etnico” infatti, per distinguere buoni e cattivi č fuorviante e pericoloso; una tale impostazione, infatti, ha alimentato e alimenta gli etnocentrismi, coltivati in alcune parti d’Europa e apportatori di conseguenze terribili nell’area balcanica”.  

Enrico Ferraro