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Il nuovo romanzo di Carmine Abate

 La festa del ritorno

Carmine Abate pluripremiato con “La festa del ritorno”: Premio Selezione Campiello, Premio Napoli e Premio Corrado Alvaro per la narrativa.

Una settimana carica di emozioni e di premi per lo scrittore di Carfizzi Carmine Abate. Il suo romanzo “La festa del ritorno”, edito da Mondadori, ha ottenuto una memorabile tripletta di premi. Sabato scorso, 18 settembre, gli è stato consegnato a Venezia il Premio selezione Campiello (primo nella Giuria dei letterati e un ottimo terzo posto in quella dei lettori, dopo Mastrocola e Arslan e prima di Guarnieri e Bevilacqua), nel corso di una serata al Teatro La Fenice presentata da Bruno Vespa e trasmessa da RAIUNO.
La stessa notte è giunta dal Premio Napoli la notizia che il libro di Abate si è classificato al primo posto con ben 367 voti, anche se poi il premio monetario è andato, per regolamento che prevede la presenza del vincitore, al secondo classificato Gian Mario Villalta che ha ottenuto 247 voti, mentre terzo è risultato Valerio Magrelli. Del resto la concomitanza delle due cerimonie di premiazione non ha consentito allo scrittore di presenziare a entrambe, come avrebbe voluto, anche se ha onorato comunque il Premio Napoli, partecipando dal 15 al 17 settembre a una serie di dibattiti, manifestazioni e incontri con i Comitati di lettura.

Il terzo Premio è il prestigioso Corrado Alvaro per la narrativa, presieduto dal prof. Aldo Maria Morace,  che gli verrà consegnato sabato pomeriggio, 25 settembre, nel corso di una cerimonia che si terrà a San Luca.

Con La festa del ritorno Abate conferma gli alti risultati raggiunti in passato, accreditandosi come uno degli scrittori più originali e completi dell´attuale panorama letterario italiano. Un successo che non arriva inaspettatamente, data l´accoglienza riservata ai suoi precedenti romanzi e le numerose traduzioni estere, e che Vincenzo Consolo sottolinea nello “strillo” di copertina: “Uno scrittore che si distingue per visione civile del mondo, impegno della memoria e originalità di scrittura”.

La festa del ritorno è ambientata a Carfizzi e racconta la storia di un padre e un figlio. Il primo segnato dall’esperienza dell’emigrazione, il secondo dal distacco di un genitore che parte e che ritorna. Sullo sfondo, il mistero di un segreto legato all’amore che si dipana tra le righe per risolversi solo al termine della storia, con una conclusione del tutto inaspettata.

Col suo nuovo romanzo Carmine Abate parla di contrasti e contrapposizioni: la Francia dove si trova lavoro e il paese dove restano le radici, l’età adulta del padre e l’incanto dell’infanzia del figlio, la lingua italiana con la quale si scrive e quella domestica con cui si parla – creando un intarsio di parole e ritmi plurilinguistici. La fatica di crescere, lo strazio degli addii reiterati e sempre dolorosi, i paesaggi vividi ed esuberanti danno corpo a un romanzo di formazione che è anche un affresco sulle ingiustizie di una società che obbliga a espatriare, nonché una storia d’amore: “Un racconto mosso, commosso e sempre vivo” (Corriere della Sera).

Il libro è giunto in pochi mesi alla terza edizione ed è stato recensito con entusiasmo dalla stampa nazionale.