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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

NICOLA BAVASSO PUBBLICA UNA INTERESSANTE GUIDA SU LUNGRO

UNGRA
Katund i Arbėrisė

 

TUTTO QUELLO CHE PUÓ OFFRIRE UN PAESE ARBĖRESH DELLA CALABRIA

NUOVA GUIDA SU LUNGRO, CENTRO DELL’ARBĖRIA

di Alfredo Frega

Un viaggio verso terre da scoprire, inserite nei tanti itinerari turistici sorti cosģ per caso, senza interventi dall’alto da parte di riconosciuti sodalizi o di programmi standardizzati, rappresenta un sogno per molti. Gli ideatori di questi itinerari spontanei sono stati e sono i semplici cittadini che, per conoscere siti non reclamizzati, hanno contribuito a  tracciare i nuovi sentieri dell’“Italia minore”. E’ il caso di alcune localitą della Calabria settentrionale, una volta conosciuta dai viaggiatori del Grand Tour come “Citeriore”. Proprio queste localitą sono da qualche anno meta di turisti del “fai da te”. Sono i pugliesi che tengono il primato in questo settore. Seguiti dai lucani, dai campani e dai siciliani. I calabresi per la maggior parte giungono dalla provincia di Reggio Calabria. Una delle mete preferite č la cittadina di lingua albanese che si chiama Lungro, in provincia di Cosenza. Dista 14 chilometri dall’importante nodo stradale di Sibari, che collega la Basilicata e la Puglia con l’A/3 Salerno – Reggio Calabria.

Chi sceglie di arrivare con poche ore di viaggio in questa localitą, č attratto dal turismo etnico – religioso. Sa che a Lungro ha lo possibilitą di visitare la grande cattedrale di rito bizantino ed assistere alle solenni funzioni religiose orientali. Vuole osservare con attenzione le ricche ed artistiche decorazioni della cattedrale: mosaici, pitture ed icone, ma anche rimanere coinvolto dalla liturgia bizantina, dove le incensazioni, preghiere e canti la rendono di una suggestivitą unica.

Trovandosi nella capitale spirituale degli italo-albanesi, essi sanno anche che questo luogo ha  qualcos’altro da offrire. Il centro storico medievale, le tradizioni popolari, gli splendidi costumi femminili, i canti popolari, una cucina davvero unica.

Oggi, questi turisti hanno la possibilitą di avere una guida, una bella pubblicazione dal pratico formato ed in bella veste firmata dalle Edizioni Masino, patrocinata con il contributo della Comunitą Montana Italo-Arbėreshe del Pollino di Castrovillari, dall’Assessorato al Turismo del comune di Lungro e dalla locale Assoc. Culturale Arbėreshe “Rilindja”. Il titolo č in lingua albanese “Ungra Katund i Arbėrisė” ed il sottotitolo tradotto “Lungro Centro dell’Arbėria”. Arbėria č il toponimo che indica i luoghi dove sorgono i numerosi comuni di lingua e cultura albanese sparsi a macchia di leopardo nell’Italia meridionale ed in Sicilia.  L’autore č Nicola Bavasso, giovane studioso e collega giornalista di Lungro. Le illustrazioni sono a colori, mentre i disegni sono di Elia Luigi Manes. In 168 pagine l’Autore č riuscito a sintetizzare, nei limiti che una guida puņ dare, attraverso una scansione armoniosa, il patrimonio davvero ricco e complesso di questo centro. Cenni storici fanno conoscere al turista la Lungro prima e dopo l’insediamento degli albanesi nella seconda metą del XV secolo. Come il grande contributo che la gente del posto ha offerto per la causa dell’Unitą nazionale. Particolare attenzione per la miniera di salgemma, conosciuta da duemila anni, chiusa nel 1976 e che ancora oggi molti turisti, venendo a Lungro, chiedono di visitarla. Una emblematica foto di come oggi č ridotto quello stabilimento, delude fortemente il turista facendogli perdere ogni speranza per la visita. L’altro aspetto che rende particolare questo Centro č il rito greco – bizantino, con le celebrazioni liturgiche ed il culto delle icone. La guida offre quegli stimoli necessari per far comprendere il perché di questa isola d’oriente nel Paese della Cattolicitą. A Lungro si parla non un dialetto dalle parole difficili ed incomprensibili, ma una vera e propria lingua, quella albanese che ha anche una propria letteratura. Scoprire che altri si esprimono diversamente e nel contempo anche in italiano, rappresenta una sorpresa ed una curiositą davvero affascinante. La guida aiuta a capire ciņ, coinvolgendo il forestiero anche nella conoscenza delle personalitą storiche del posto: uno dei Mille, come il generale Damis, un patriota e socialista come Stratigņ, un poeta come Rio, un artista pittore molto celebrato all’estero come Kabregu Domestico.

Cosģ il manuale farą da cicerone alla scoperta dei beni culturali: la cattedrale, le chiesette, ciņ che rimane di un castello. Come anche le famose gjitonie (vicinati) dove un tempo si svolgeva la quotidianitą delle gente. Un paese che č alle porte di una grande montagna incontaminata e le belle foto della guida danno un senso spazio infinito tra la rigogliosa natura degli altipiani. Note sulla gastronomia, sull’arte, sull’artigianato indicano a chi giunge a Lungro la possibilitą di usufruire anche di questi aspetti. La guida, infine, suggerisce numerosi itinerari religiosi, culturali e sportivi.

Una bella fatica questa di Nicola Bavasso. Ora spetta agli stessi cittadini e a quanti hanno responsabilitą politiche prendere maggiore coscienza delle risorse del proprio paese e saperle valorizzare nel tempo.

 

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Tipografia Masino
c.so Skanderbeg, Ungėr / Lungo (CS)
tel. e fax 0981947976