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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Il Centro Ricerche “G. Kastriota” Editore di Frascineto pubblica il volume
 FOTOGRAMMI MEDIATICI
di Giuseppe Falduto e Giovanvincenzo Santagada

 

I N T R O D U Z I O N E

di Francesco FUSCA *

 

IL GIORNALISMO CHE AIUTA A CRESCERE

 

       Con Umberto Eco siamo convinti che il libro non sparirà!

La con-vivenza, pertanto, tra la carta stampata e il virtuale dell’on-line è l’accorta intelligenza umana che già si dispiega e di più si dovrà dispiegare nel senso della Cultura e della Civiltà “dalla parte di tutti” e non “dalla parte di pochi”…

       In questo contesto di idee  -nel <<“villaggio globale” delle idee, dei suoni, delle immagini…>> del nostro tempo, già preconizzato negli anni Sessanta, anche in seguito da Gli strumenti del comunicare di Marshall McLuhan e, all’epoca, da L’uomo a una dimensione di Herbert Marcuse-  è meglio, tuttavia pensare-plurale e  parlare-plurale e, dunque, fare-plurale; insomma   -con Franca Pinto Minerva-   è meglio dire: …nel senso delle Culture e delle Civiltà, delle Lingue e delle Confessioni, delle Razze e delle Etnìe, dei Colori delle pelli...

       In effetti, non possiamo non convenire   -con McLuhan-   che <<In una cultura come la nostra, abituata da tempo a frazionare e dividere ogni cosa al fine di controllarla, è forse sconcertante sentirsi ricordare che, per quanto riguarda le sue conseguenze pratiche, il medium è il messaggio. Che in altre parole le conseguenze individuali e sociali di ogni medium, cioè di ogni estinzione di noi stessi, derivano dalle nuove proporzioni introdotte nelle nostre questioni personali da ognuna di tali estensioni o da ogni nuova tecnologia>> 

 

       Il lavoro-primo dei giovani Giuseppe Falduto e Giovanvincenzo Santagada:  Fotogrammi mediatici (Fare cultura nel territorio italo-arbëresh del Pollino), che qui si introduce, è sicuramente una promessa luminosa, una speranza di impegno, un inizio di ricerca, che andranno, tutti:

·        a sondare e scandagliare sempre più,

·        a riflettere in profondità e

·        ad arricchire sempre meglio 

-di ‘fotogrammi’

sui fatti e le persone e i personaggi,

sulle vicende e le informazioni,

sulle spigolature e le curiosità-

la piccola/grande socio-cultura per ora del Territorio italo-arbëresh del Pollino, in seguito, assai probabilmente, del Territorio nazionale ed oltre.

       Oggi, è difficile decifrare le carte del futuro dei due cronisti, né questo è nelle intenzioni di chi scrive; pertanto, restiamo ai fatti, alla produzione esistente, già pubblicata e già pronta, che riguarda un anno e mezzo di lavoro (dal giugno 2.002 circa al dicembre 2.003).

 

Stampa ‘minore’ e stampa ‘maggiore’

       Il virgolettato è obbligatorio perché   -siamo convinti più che mai-   che la Democrazia non è una formula/organizzazione politica appannaggio di pochi (magari, anche di uno o più potenti sotto il profilo economico-finanziario o mass-mediologico…), ma al contrario è la gestione consapevole della “cosa pubblica” da parte di tutti, secondo l’etica dei diritti e dei doveri, alla pari, secondo “le regole del gioco” come insegna Norberto Bobbio, per andare verso l’auto-realizzazione nei saperi di tutta l’Umanità e, cioè,  nell’Arte e nella Letteratura,  nella  Scienza  e  nella

Musica, nella Danza e nella Religione…

       Appare evidente, in questo contesto di concetti, che è difficile dire dove finisce il ‘valore’ della stampa minore e inizia quello della stampa maggiore; difatti,  non esiste una linea di demarcazione,  né reale né ideale,  che  separi  e  valuti l’importante e il significativo di un ‘accadimento’ o di un ‘fatto’ o dell’azione di un ‘personaggio’… nel Territorio del Pollino, rispetto a quelli di un altro Territorio nazionale e oltre… Probabilmente, è solo il Tempo   -il Tempo futuro, lontano, quando le passioni e le enfasi, gli odi e i rancori sono abbastanza smussati-   che potrà ‘onestamente’ indicare la qualità e la pregnanza di  quell’’importante’ e di quel ‘significativo’ di cui si diceva…

 

… in un anno e mezzo

       Santagada e Falduto hanno davvero lavorato tanto in circa diciotto mesi e i quattordici capitoli proposti dal libro sono davvero una miniera di informazioni e di notizie, di voci e di annunci, di dati e di fatti… ‘specchio’ della variegata, eterogenea realtà nelle sue varie espressioni, di una fascia socio-geo-politica ed economico-antropologica significativa del Meridione d’Italia.

       Le pagine del volume riferiscono dei fatti della Politica e della Scuola, delle vicende dei Comuni e degli avvenimenti della Società (a mo’ d’esempio: <<Popolazioni e forze politiche contro l’impianto dei rifiuti di S. Leonardo>>,  che  è

un lungo, civile “braccio di ferro” tra le popolazioni di Frascineto, Castrovillari… e lo Stato, sull’opportunità di un ‘mega-selezionatore’ nel territorio delle vigne, degli ulivi, dell’aria pulita…), della moltiplicazione della Cultura e del Turismo nei favolosi ‘luoghi’ della Calabria, dei Convegni e delle Mostre, dei viaggi sul Web e di tant’altro ancora… 

      

La prospettiva

       Il libro, che è attraversato da un incessante e continuo processo sinergico di integrazioni e di prestiti, di crediti e di debiti, di travasi…, descrive scenari importanti ed apre a panorami e a prospettive socio-culturali interessanti sotto diversi profili, tra i quali, ad esempio:

1.     la grande ricchezza della conoscenza e del recupero, della valorizzazione e della diffusione  -nell’Educazione interculturale che sempre più incalza e investe tutti i Paesi del mondo-     della socio-cultura arbëreshe, che nel Territorio di riferimento del libro di Falduto e Santagada, è più presente e diffusa che in altre Regioni dell’Italia: quella che possiamo definire l’Arbëreshità italo-albanese cinque secoli dopo…;

2.     educazione interculturale che non è ‘fagocitare’ chi arriva (le minoranze ‘altre’), bensì ‘integrare’-‘includere’   -in un intelligente ed interessante ‘scambio’, in un prendere dagli ‘altri’ per crescere e maturare nella vita armoniosa tra i Popoli  e dare agli ‘altri’ il meglio di quel che si possiede per la stessa alta, nobile finalità;

3.     l’economia del Territorio, che si esalta, a mo’ d’esempio, attraverso:

·        il vivere e l’amare il Parco nazionale del Pollino, una perla splendente di bellezze naturali;

·        il Turismo enogastronomico tra antichi sapori e la sfida del business;

4.     la spiritualità greco-bizantina quale ‘ponte’ ideale e reale tra Oriente ed Occidente e, cioè, tra Culture e Civiltà che si intrecciano e si completano in quella ‘mediterraneità’ che, anticamente, era il mondo.

 

       I Fotogrammi mediatici di Santagada e Falduto promettono ulteriori lavori e non solo  giornalistici…

       Con Ferdinando Cassiani di Spezzano Albanese ci piace loro augurare che vadano avanti e guardino in alto.

       Una ‘guida’ significativa già ce l’hanno: papàs Antonio Bellusci, ma è di tutta evidenza che ognuno deve trovare la propria personale strada e gli altri   -le persone significative-   sono importanti per le stimolazioni intellettive, le indicazioni bibliografiche, le comparazioni colte…

 

       Se <<il buon tempo si vede dal mattino>>, riteniamo di poter sostenere   -per quel che oggi abbiamo sotto gli occhi: soprattutto sotto gli occhi dell’intelligenza!-   che si tratta di una bella e buona giornata, con tanto sole e con tanta luce e se anche intravediamo qualche ‘nuvola’, ci pare di poter credere che ciò sia fisiologico, cioè normale.

       Difatti, una vita piatta e “in discesa” sarebbe una noia mortale; altra cosa è, invece, una vita d’impegno e di responsabilità, in cui   -i traguardi tagliati e le vittorie conseguite-  sono fatica, ma soprattutto soddisfazione e senso esistenziale per le sfide affrontate e superate, per le scommesse fatte e vinte… 

      

 

Spezzano Albanese, Capodanno 2.004

*   Poeta di Spezzano Albanese (Cosenza) - [Poet ka Spixana];

Ispettore tecnico - Dirigente del M. I. U. R.  (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca);

Membro del <<Gruppo di studio nazionale>> (D. M. del 23 ottobre 2.002,     n. 113), che si occupa della Legge n. 482/99: <<Minoranze linguistiche storiche>>;

     Professore a contratto, Università della Calabria – S. S. I. S.

     (Scuola di Specializzazione per l’Istruzione Secondaria)             

    

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