
Nell’anno che segna il quarantesimo anniversario degli Oscar Mondadori, la
collana pubblica uno dei più bei romanzi di Carmine Abate, “Tra due
mari” (pp.196, euro 7,80).
Dopo il successo di pubblico e di critica de “La festa del ritorno”,
uscito nel 2004 e vincitore del Premio selezione Campiello, Premio Napoli
e Premio Corrado Alvaro e al momento finalista del “Premio di letteratura
giovanile”, la Mondadori pubblica la nuova versione del romanzo dello
scrittore calabrese, residente da tempo in Trentino, con lo “strillo” di
copertina firmato da uno dei più importanti giornali del mondo, Le
Monde, che definisce Abate “Un
narratore formidabile”.
Il romanzo narra una storia affascinante e
avvincente e ruota attorno al sogno di
Giorgio Bellusci che è quello di ricostruire il Fondaco del Fico, una
locanda in uno sperduto paesino della Calabria in cui si era fermato
Alexandre Dumas. Nel secondo dopoguerra, in questa stessa Calabria remota,
arriva Hans Heumann, giovane fotografo tedesco venuto al sud in cerca di
luce, di paesaggi, di nutrimento per la sua arte. Sarà proprio Giorgio
Bellusci, suo coetaneo, ad accompagnarlo nelle esplorazioni e nella
scoperta. Il loro rapporto resisterà alla lontananza, al tempo e al
destino. Finché la figlia di Giorgio sposerà il figlio di Hans, e dalla
loro unione nascerà Florian, ragazzo diviso tra due mondi e due culture
che racconta in prima persona la storia del nonno Giorgio, il suo segreto,
la sua ossessione...
Con
quest'opera, tradotta già e in corso di traduzione in numerosi Paesi,
Carmine Abate conferma l'originalità della sua ispirazione e offre ai suoi
numerosi lettori un romanzo appassionato, ricco di materia, di odori, di
suoni, ricco della vita.

Tra due mari
(Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, 2005, nuova ed.) ha vinto i seguenti
Premi:
-
“Società dei Lettori di
Lucca”
-
“Domenico Rea – Ischia”
-
“Matelica-L. Bigiaretti”
-
“Premio internazionale
Fenice Europa. Un romanzo italiano per l’Europa”
-
“Rhegium Julii”
-
“Feudo di Maida”
Alcuni giudizi sul romanzo
di Carmine Abate, Tra due mari, Mondadori
(le recensioni si possono leggere su
www.celeste.it/abate/index.htm):
“Un narratore formidabile”,
Le Monde
Con
"Tra due mari" Abate ci dà il suo romanzo più complesso e maturo. Un
romanzo al tempo stesso mosso e sospeso: insieme d' avventura e poesia …
con una ricca serie di personaggi vivi, amorevolmente cesellati.
Ermanno Paccagnini, Corriere della Sera
Un
romanzo che si raccomanda di leggere. Perché in queste pagine scritte con
impeto e con una gioia viscerale di raccontare, la storia testata,
l’immaginazione narrativa, i ricordi di famiglia e i paesaggi interiori si
incrociano, si confondono l’uno nell’altro. Ed è, in un romanzo, una gran
cosa. Mario Santagostini, Il Giornale
Carmine Abate non delude mai. Ogni suo romanzo è una gran scoperta. Chi
aveva apprezzato La moto di Skanderbeg e il Ballo tondo
(editi da Fazi, ora tradotti in Francia e Germania) ritroverà la stessa
intensa capacità affabulatoria. Abate è narratore puro, che canta più che
scrivere. E così incanta il lettore. Roberto Carnero, Famiglia
cristiana
…
singolare attitudine a sollevare i personaggi entro un cielo di leggenda …
straordinario ottimismo biologico che Abate sa tradurre in avventura,
espansione vitale e pura gioia di movimento: festa della scrittura.
Massimo Onofri, Il Diario
Pur
essendo un romanzo realista, l'opera di Abate rinvia alle atmosfere
magiche di "Cent'anni di solitudine". Il risultato è un libro piacevole,
che possiede la leggerezza e la rapidità di una fiaba. Abate ha una mano
felice; narra attraverso rapide immagini che attingono per ritmo e
intensità emotiva all'universo della poesia; gli preme soprattutto una
cosa: riprodurre l'incanto odoroso e tattile dei ricordi. E in questo
riesce bene." Marco Belpoliti, L'Espresso
Uno
scrittore di punta, autore di un romanzo godibile al quale dedicare più di
una lettura, tanti sono i particolari e i passaggi da gustare. Domenico
Cacopardo, L’Unità
Questo affascinante romanzo, complesso nella dinamica e nello sviluppo dei
sentimenti, si regge sulla scrittura di Carmine Abate, secca quanto basta,
impastata con il sole e con l’arsura della sua terra. Fulvio Panzeri,
Avvenire
Abate è assimilabile
a quegli autori stranieri (irlandesi, indiani, nordafricani, ecc.),
rinnovati campioni della goethiana Weltliteratur, capaci di
esprimersi al di là degli angusti confini nazionali. … sulle colonne del
Nouvel observateur (Abate è tradotto in Francia da Seuil, e in
numerose altre lingue europee), il giudizio competente di Frédéric Vitroux…
ne rimarca l’originalità. Di certo, Abate è uno scrittore epico, come
pochi ne abbiamo in Italia. La particolare, sorprendente felicità
narrativa di Abate, discende da un originale sguardo sul mondo; e dal
ritmo della narrazione che si distende a ondate, armonizzando in ampie
curve geometriche il susseguirsi caotico degli eventi. Renato Nisticò,
The New York Rewiew of books/ la Rivista dei Libri
Se con Il ballo tondo
(1991) e ne La moto di Scanderbeg (1999) aveva narrato il suo mondo di
albanese d'Italia, con Tra due mari si distanzia da quella scena senza
però abbandonare la traccia della saga familiare: quasi a voler sancire la
fine della sua formazione e a inaugurare, pur in coerenza, la maturità
della sua pagina. … L'esito dell'impresa rende l'intensità della fatica,
puntellata da episodi di pura e leggera poesia, di esposizione tenera di
sentimenti dalla passione autentica. Come la pagina di Carmine Abate.
Generoso Picone, Il mattino
Una prosa sicura,
linguisticamente controllata e pervasa da un’intonazione complessa, in cui
gli oggetti, le figure e il paesaggio convergono in una miscela di intrigo
e di riflessione. Giuseppe Amoroso, Letture
Carmine Abate si conferma scrittore di confine, eccentrico: non uno
sperimentatore, ma un appassionante narratore di storie mediterranee la
rappresentazione dell’Eros, la nascita del sentimento amoroso, ed insieme
l’ombra di Thanatos, la realtà brutale di una terra insanguinata,
raggiungono in questo libro gli orizzonti della maturità e fanno di Abate
uno scrittore di raro talento. Alberto Cavaglion, L’Indice
Un
romanzo che vince nelle sue intenzioni di parabola dei grandi sogni
dell’uomo, e sa recuperare con estrema partecipazione la necessità sempre
più impellente delle tradizioni, in una sorta di realismo magico.
Sergio Pent, La Stampa
La
scrittura è semplicemente affascinante: secca, ma fluida, scandita da una
musica che accompagna le vicende. E il libro ha tutte le carte in regola
per far conoscere, ancor di più, in Italia e all´estero Carmine Abate.
Gigi Zoppello, l’Adige
Mai
come in questo libro Abate si lascia e ci fa prendere dal piacere della
fabulazione che scorre fluida come un racconto orale e dal gusto
dell’intreccio. Ma forse il pregio maggiore di Tra due mari sta
nella vivacità descrittiva di caratteri e luoghi, essendo il romanzo un
grande arazzo paesaggistico rurale di forte pregnanza evocativa. C’è
scialo di profumi, sapori, aromi. C’è tutto il calore, la vivacità di un
Sud passionale e sanguigno. Per non parlare della corporeità sensuale che
traspare con naturalezza dal comportamento dei vari personaggi che
affollano questo romanzo così segnato dalla presenza del sesso inteso
quale sana espressione vitale (“Si mangia bene e si fotte benissimo”).
Francesco Roat, Reset, Caffè Europa
I personaggi del
romanzo vivono amori, passioni, tragedie e violenze, legate dal filo di
una narrazione polifonica, a più voci… Carmine Abate, con questo nuovo
romanzo, che segue il successo ottenuto con “La moto di Scanderbeg”, si
consacra scrittore di razza e trova giusto riconoscimento alla sua
capacità di raccontare con un linguaggio ricco di colore e di suoni, di
accento fortemente mediterraneo. Domenico Nunnari, Gazzetta del Sud
Tra due mari è un romanzo molto compatto e avvincente: la tensione
narrativa non viene mai meno e le sue pagine quasi scivolano via, una
dietro l'altra, conquistando il lettore che ha quasi fretta di arrivare
alla fine e poi di ricominciare daccapo, Giuseppe Muraca, Ora
Locale.
Le interruzioni
secche e le riprese altrettanto determinate imprimono un andamento tensivo
a questo libro intimistico e spettacolare. Abate pratica con successo la
strategia dello spiazzamento, sposta in un vortice di eventi i personaggi:
Trattenuti appena da un'intensa sillabazione di sentimenti scorrono quadri
di limpida bellezza, dove il racconto delle persone è racconto di
immagini, luci, nuances. Giuseppe Amoroso, Gazzetta del Sud
…
il romanzo più felice, arioso, composito… di Abate…. Tra due mari è
così pieno di sorprese, di svolte narrative impreviste eppure ben
calibrate in uno studiatissimo gioco di equilibri. Giuseppe Traina,
Stilos, La Sicilia
E'
impossibile riassumere il susseguirsi di alterne vicende, dosate con
sapienza narrativa, di questo che è il libro più maturo di Abate, anche
dal punto di vista stilistico. E' una lingua ricca; dalla pagina nascono
gli odori, i sapori, l'afa della Calabria. Guido Conti, Italia Oggi
Un'avvincente storia che sta tra due culture, l'italiana e la tedesca,
incarnate nella figura del giovane protagonista Florian. Sono i suoi occhi
curiosi e inquieti a scoprire luoghi, eventi, segreti che costituiscono il
fitto intreccio della narrazione. E' una storia viva e in movimento quella
che esce dalle pagine del libro; tra difficoltà e aspirazioni, delusioni e
sorprese dentro il paesaggio del "Fondaco del Fico", luogo mitico e
realissimo, che fa da sfondo a tutta la narrazione.Piera Maculotti,
BresciaOggi
Abate è bravissimo a intrecciare le vicende dei diversi personaggi, i loro
destini incrociati e i loro legami indissolubili, svelandone i diversi
tasselli secondo un ordine non cronologico che dà luogo a una struttura
romanzesca affascinante e ricca di sorprese. Il sovrapporsi dei diversi
piani spazio-temporali in una narrazione che a tratti assume i toni della
leggenda, produce specie nella prima parte un affascinate andamento a
spirale che, svelando la realtà per tocchi progressivi, conquista
immediatamente il lettore. Così, tra passato e presente, tra legami
familiari e problemi d'identità, il bel romanzo di Abate si legge con vero
piacere. Fabio Gambaro, Kataweb
Carmine Abate è uno
scrittore italiano euro-mediterraneo. Scrive dentro la competenza e
l'espressività elastiche e fruttifere di diverse lingue-madri. Nel corso
degli anni 90 si è imposto - da Il ballo tondo (Marietti, ora Fazi) a Il
muro dei muri (Argo) a La moto di Scanderbeg (Fazi), tradotti in diverse
lingue d'Europa, più alcuni libri di poesie - come il nostro maggiore
narratore della migranza (Meneghello scrive un'altra storia). E i suoi
personaggi disegnano quella specie di saggezza rotonda di donne e uomini
che si spostano, si avventurano e si propongono mete, e che così ricamano
il proprio destino. E incantano i lettori. Forse in ciò consiste la
mediterraneità che questo amabile scrittore fa splendere dentro l'intrico
dei cammini verticali nel nostro continente. Armando Gnisci, Carta
… questo nuovo
romanzo … è, a nostro parere, l'espressione più matura della narrativa di
Abate. Abate districa con grande abilità i fili di un intreccio sempre più
ricco di snodi e di personaggi. Memorabile la figura del fotografo tedesco
Hans Heumann che avrà un ruolo decisivo nella riedificazione del Fondaco
del Fico e che con il suo obiettivo ha immortalato i paesaggi arcaici
della Calabria. Notevole anche l'equilibrio strutturale del romanzo che
ruota attorno al tema principale del viaggio. Guido Caserza,
L’Unione Sarda
Con l'ultimo libro
colpisce per la bellezza dell'ispirazione e l'originalità dello sguardo.
E' una saga familiare, un romanzo intenso, ricco di vita e fisicità:
suoni, odori, luci che escono dalle parole e prendono forma, prepotenti.
Una scrittura leggera che affascina quella di Abate, quasi senza
accorgersene, un racconto in cui le cose vengono dette tra l'urgenza di
comunicare e il bisogno di silenzi. Silvia Ugolotti, La Gazzetta di
Parma
La prima osservazione che mi
sento di fare dinanzi al nuovo romanzo di Carmine Abate "Tra due mari" è
che si tratta ancora e sorprendentemente di un libro straordinario. Chiudi
il libro e ti restano dentro, indelebili, i suoi colori, i suoi sapori, i
suoi odori, forti come le passioni, come le lotte, come le delusioni, come
le speranze di chi in quella terra abita e vive. Eccole dunque, in
sintesi, le ragioni della piena riuscita di "Tra due mari": ingredienti
che fanno davvero romanzo (un intreccio ricco e vario, una fabula
costellata di azzeccati andirivieni, personaggi di grande spessore, luoghi
còlti nella loro essenza profonda) giocati con una sapienza compositiva di
prim´ordine. E su tutti quello che tutti li nutre, li armonizza e li
esalta: il linguaggio.Quanta bella freschezza, quanta vitalità emanano le
pagine di questo libro! Se ne viene subito catturati e altrettanto presto
si riscopre che l´arte affabulatoria di Abate ha la sua fonte primaria
proprio nel linguaggio. Un linguaggio pieno di energia, di estro, di
movimento da cui germoglia una scrittura che sa essere ora evocativa, ora
ironica, ora analitica, ora cantabile, senza mai un cedimento, senza mai
una zeppa, senza mai una caduta.Con questo romanzo Carmine Abate conferma
gli alti risultati già raggiunti e si accredita come uno degli scrittori
più originali e completi dell´attuale panorama letterario italiano.
Giuseppe Colangelo, l’Adige
Letto da... il Parto delle Nuvole Pesanti
In:
Repubblica, supplemento Musica
"Un libro delicato
e pieno di vita che restituisce una grande dignità agli umili, agli
emigranti, alle civiltà emarginate da società in odore di economie
avanzate. Storia appassionante di un uomo del sud che per inseguire i suoi
sogni, intrecciati al destino di un fotografo tedesco, e ad un manoscritto
di Alexandre Dumas, sfida le leggi del devastante potere criminale. Un
libro che sa guardare nel mare del dramma dell'emigrazione ma anche in
quello della speranza dell'accoglienza e dell'integrazione. Un libro
sospeso tra due mari, due mondi, due patrie, due venti, che ricerca con
leggerezza e dolcezza nuovi punti d'incontro, nuovi orizzonti e nuovi
amori fino alla vittoria morale dei diseredati. Consigliamo di leggerlo in
apnea".