In quella che è l'immensa distesa nella sfera delle
conoscenze umane, l'Arte, intesa come Musica, Pittura e
Poesia, la Religione e la Scienza sono i principali
fattori che muovono da sempre l'uomo alla ricerca del proprio IO.
Proprio in questa
continua e costante ricerca il lavoro che qui presentiamo vuole, in
qualche modo, dare e lasciare un segno a coloro i quali vivono
questo tempo e a quelli che verrano.
Quest'opera,
però, non presenterà nulla di nuovo rispetto a quello che si conosce
già sulla storia del Santuario. L'aspetto che qui varia è il punto
di vista, che non è più quello cartaceo e/o fotografico, ma si dà la
possibilità al "lettore", che qui diventa protagonista assoluto, di
poter interagire con l'opera, ascoltando i canti tradizionali e
guardando foto e filmati su come si svolge la festa della Madonna
delle Grazie ai giorni nostri.
Non si è
tralasciato ovviamente lo scorcio storico, una finestra fondamentale
per poter far vedere che nel tempo il senso di devozione alla Santa
Vergine delle Grazie è rimasto immutato.
Materiale
fotografico, indispensabile per far ciò, ci è pervenuto grazie agli
archivi di Arcangelo Barbati, Francesco Fusca e Franco Forte,
ai quali va il nostro più sentito riconoscimento.
Credo che in
tutto questo, però, sia doveroso sottolineare che il lavoro è il
frutto di due anni di ricerca, nei quali l'obiettivo principale è
stato quello di produrre un CD che contenesse il più possibile
materiale originale. Per questo motivo abbiamo scelto di reperire il
materiale autonomamente e, con macchine fotografiche, videocamere,
carta e penna, abbiamo ripercorso i sentieri storici della
nostra Spezzano e del nostro Santuario che fonda le sue
radici nelle origini del nostro popolo. Così improvvisandoci
fotografi, registi e poeti, abbiamo recuperato il materiale
ritenuto indispensabile per dare una forma ad un'opera nuova che
parlasse della nostra Madonna. Ci scusiamo pertanto se la
qualità dei contenuti non è quella dei professionisti, ma lo spirito
d'iniziativa è prevalso in questo intento...
Come si legge
nell'introduzione di F. Fusca, che qui ringrazio a nome di
Barbati e mio per le splendide parole scritte, <<questo lavoro fa
presagire facilmente una continuazione di studio, di ricerca e di
produzione>>. Difatti l'intento è quello di presentare un lavoro
"non finito" affinché ogni persona possa indicarci dei suggerimenti
per fare meglio in futuro e rendere la dovuta giustizia a quella che
è ed è stata la culla della nostra etnìa.
Emanuele
Armentano