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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
  • Il ciclo dell’uomo nella tradizione religiosa bizantina

    di Nicola Bavasso
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    Illustrare in maniera snella e scorrevole i momenti salienti del cristianesimo bizantino arbëresh per puntare i riflettori sul ricco patrimonio liturgico e culturale della  Chiesa italo-albanese, è stato il motivo ispiratore con il  quale il giornalista sandemetrese Adriano Mazziotti ha concepito e scritto la sua ultima opera. “Il ciclo dell’uomo nella tradizione religiosa bizantina”, edito per i tipi de “Il Coscile” di Castrovillari,  è un compendio agile ma pregno di puntuali riferimenti che enucleano l’essenza della tradizione religiosa bizantina. 

    Partendo dai prodromi dell’emigrazione albanese, trattati in modo armonioso, l’autore traccia il cammino seguito dalle famiglie transfughe per il mantenimento della identità culturale e del patrimonio liturgico d’origine ponendo particolare attenzione agli avvenimenti più rilevanti che hanno dato sostegno alla pratica  religiosa orientale:  l’apertura del Collegio Corsini a San Benedetto Ullano  nel 1733 trasferitosi successivamente, nel 1794 a San Demetrio Corone, e l’istituzione dell’Eparchia di Lungro nel 1919.

    Con scioltezza vengono esposte le peculiarità del rito orientale. Si dipana tra le righe dello scritto la pratica dell’uxorato, regola che il rito greco ha praticato subito dopo il Concilio ecumenico di Nicea (325) dove si stabilì che “essendo il matrimonio onorevole, non bisogna imporre un giogo tanto pesante come il celibato”. La solennità della liturgia viene raccontata con i suoi cerimoniali fastosi anche attraverso delle interessanti tavole fotografiche.  Nell’opera sono scrupolosamente descritti i sacramenti dell’iniziazione cristiana, battesimo, cresima ed eucaristia che “vengono amministrati contestualmente”. La sfarzosità dei paramenti, apre la porta del mondo greco-bizantino che appare in tutta la sua ieraticità nelle figure smilze dei santi raffigurati nelle icone “simboli della grazia di Dio comunicata agli uomini attraverso l’immagine sacra” e si compie nella particolare struttura delle chiese bizantine dominate appunto dall’iconostasi.  

    Gli ultimi tre capitoli del libro sono dedicati ai momenti più significativi del ciclo della vita che contraddistinguono la diversità culturale della comunità arbëreshe: il matrimonio e la commemorazione dei defunti. Ribadita l’importanza del battesimo, quale “avvenimento denso di riferimenti simbolici e solenni che consentono al battezzato di essere pienamente incorporato a Cristo e alla Chiesa”, Adriano Mazziotti si sofferma sul cerimoniale del matrimonio che, nella tradizione religiosa greco-bizantina si carica di una suggestiva simbologia scandita dalla cerimonia degli anelli e dell’incoronazione, dal calice comune che viene poi scaraventato in terra e dalla danza nuziale. In questa parte del libro vengono accuratamente illustrate le usanze popolari proprie dei paesi arbëreshë legate al matrimonio come l’arredo della casa, la vestizione della sposa, il corteo nuziale e il comando sulla vita coniugale. Particolare importanza viene infine data, alla commemorazione dei defunti, avvenimento che nel calendario liturgico greco-bizantino viene celebrato il sabato precedente il Carnevale e quindici giorni prima della Quaresima. Nota come Java e përgatorëvet  la settimana dei defunti, in tutti i paesi dell’Eparchia di Lungro, questa festa è particolarmente sentita. Nella tradizione albanese si crede che Dio consenta ai defunti di stare per una settimana a diretto contatto con i vivi e visitare i luoghi terreni. A San Demetrio Corone, i fedeli, dopo aver assistito alla messa, si recano al cimitero per consumare tra le tombe, insieme ai defunti, il pasto comune in una singolare atmosfera “piena di significati storici e demo-antropologici” di antichissima origine. 

    Con “Il ciclo dell’uomo nella tradizione religiosa bizantina” Adriano Mazziotti, consegna un’opera particolarmente funzionale a coloro che vogliono avvicinarsi all’intimità religiosa dei fedeli dell’Eparchia di Lungro e conoscere i momenti salienti del cristianesimo greco-bizantino-arbëresh. Un lavoro pregiato perché concepito e scritto con piglio fresco e agile che racchiude il nucleo di una eredità religiosa e culturale incredibilmente viva.

    Nicola Bavasso

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