ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

GLI ARBERESHE DIMENTICATI NELL'OPERA DI GIUSEPPE CARLO SICILIANO

“L’UTOPIA POPOLARE DELLA REPUBBLICA – GLI ARBĖRESHĖ E LA GRAN CORTE CRIMINALE”

 

CASTROVILLARI - E’ stato presentato venerdģ sera 9 marzo '07 presso il Circolo Cittadino a Castrovillari, il libro di Giuseppe Carlo Siciliano dal titolo "L’utopia popolare della Repubblica. Gli Arbėreshė e la Gran Corte Criminale. Processi politici dal 1848 al 1854".

Il volume, edito da Falco Editore, č stato patrocinato dalla Provincia di Cosenza - assessorato alle minoranze linguistiche, dalla Comunitą Montana italo Arbėreshe del Pollino e dalla Lega Italiana della Minoranza Albanese.  Dell’opera in questione ha parlato ovviamente l’autore, affermando che si tratta di un testo, frutto di una ricerca durata anni tra biblioteche ed archivi.

“L’idea parte dal fatto che si racconta una storia dimenticata. Molti arbėreshė- ha aggiunto Siciliano- furono, infatti, processati, condannati, morti ammazzati a Campotenese, dove, nei pressi del valico, c’erano oltre 15mila arbėreshė armati che insieme ai calabresi furono circondati da circa 300 mila soldati borbonici. L’idea č un po’ quella della rabbia dei dimenticati. Viene presentato a Castrovillari- ha sottolineato Siciliano-  perché il capoluogo del Pollino fu cittą fulcro delle lotte visto che qui si rintanavano i soldati borbonici, circondati dai rivoltosi. A guidare il contrattacco dei borbonici per inseguirli fino a Vibo c’era il nonno di Antonio Gramsci”. Soddisfazione č stata espressa dall’editore Michele Falco, il quale ha precisato che viene inaugurata inaugura una collana di studi sulle minoranze linguistiche.

Anche il console Brunetti ha espresso soddisfazione per la stesura di questo volume.  “Si tratta di un’iniziativa importante. Gli arbėreshė hanno avuto un ruolo fondamentale e si sono sempre portati dietro lo spirito progressista Crispi, Gramsci, Mortati sono simbolo di questo contributo alto che la comunitą italo albanese ha dato alla storia italiana”.

Poi la Laudadio, la quale ha ricordato che quella arbėreshe non č una minoranza compatta perché diffusa macchia di leopardo nella Provincia di Cosenza. “Si calcolano che siano 75mila le presenze di minoranza nella Provincia di Cosenza.

Il libro vuole celebrare l’orgoglio di essere arbėresh, cioč albanese di Calabria e l’orgoglio di essere due volte italiani, non italiani a metą. Si sono inseriti nella storia d’Italia per costruire versando il loro sangue per costruire l’Unitą. L’orgoglio degli arbėreshė si riscontra anche nella seconda guerra mondiale. Tanti partigiani arbėreshė diedero il loro sangue per costruire la nazione in cui ci troviamo”. 

Anche il presidente della Comunitą montana del Pollino, Luigi Pandolfi ha plaudito all’iniziativa.  “Oggi qui valorizziamo le minoranze arbėreshe che sono importanti sia dal punto di vista storico culturale e quindi vanno valorizzate.

E poi Francesco Spingola, segretario confederale della Cgil il quale ha sostenuto che il libro  affronta una ricostruzione storica che non č quella ufficiale. “Nella premessa ho legato la storia delgli arbėreshė con quella del comprensorio dell’altra parte del territorio e la partecipazione di persone meno note che hanno avuto ruoli importanti per una nuova pagina per la Calabria. Altra cosa interessante č come in un’area marginale come la nostra la capacitą di acquisire informazioni e di dialogare con l’Europa. Le sezioni della Giovine Italia che esistevano in tutti i paesi ci fa capire come in questo territorio fosse dinamico e attento. Dovremmo pensare a come rilanciare di nuovo quella grande area della Calabria in modo particolare il Pollino”.

Antonella Salerni

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