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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

28 NENTOR: FESTA E PAVARSISE SHQIPETARE

28 NOVEMBRE: FESTA DELL'INDIPENDENZA ALBANESE

LA STORIA di Luana Carbonini
Le origini

(2000 a.C. - 167 a.C.)

 

L'Albania era abitata sin dalla preistoria, come attestano vari reperti archeologici.
I progenitori degli Albanesi sono gli Illiri, popolazione autoctona che occupava un territorio assai ampio, dal Danubio ai Balcani. Questa gens ha svolto un ruolo di rilievo nelle vicende politiche dell'antico modo mediterraneo.
Le prime manifestazioni di questa civiltà risalgono all' inizio del secondo millennio a.C., quando erano frequenti le guerre tra tribù. Per questo gli Illiri furono presto costretti ad unirsi in alleanze, tanto che il loro territorio si trasformò presto in uno stato potente.
Storici illustri, come Demostene e Strabone, ricordano il valore di queste “tigri della guerra”. In particolare Strabone, che descrisse tutte le tribù illiriche, nomina quella degli Albanet.
Verso il 1000 a.c., gli Illiri occuparono il territorio dell'attuale Albania fondandovi un regno.
Lo scontro con Roma, che mirava ad estendere il proprio controllo sull' Adriatico, fu inevitabile: le guerre illirico-romane, iniziate nel 229 a.C. si conclusero nel 167 a.C. con la vittoria di Roma. Il popolo illirico fu ridotto in schiavitù e il suo territorio fu frazionato in piccole unita' amministrative.

La decadenza di Roma e le invasioni barbariche

(V sec. - XIV sec.)

Dopo la divisione dell'impero romano nel 395, i territori albanesi furono assegnati all'impero d'Oriente.

Nello stesso anno pero' iniziò una tragica serie di incursioni barbariche: Visigoti, Unni, Ostrogoti si riversarono in Illiria, Macedonia e Grecia. In ultimo, verso la fine del VI secolo tribù slave di Serbi raggiunsero il territorio albanese dove stabilirono numerosi principati autonomi e cancellarono dalla storia gran parte della popolazione autoctona, assimilandola.
Solo gli Illiri del sud resistettero agli uragani dei tempi, per riapparire sulla scena alcuni secoli più tardi col nome di Albanoi.

Nei secoli X e XI iniziò il declino del sistema sociale schiavistico, mentre al suo posto subentravano gli elementi caratteristici del feudalesimo: i nobili arbereshe si sganciarono da Bisanzio e formarono il principato di Arberia, il primo stato feudale albanese della storia.
Nei secoli successivi il Paese – dove già dall'XI secolo è documentato il nome di “Albanesi” per designare i discendenti degli Illiri – fu teatro di accese rivalità per il suo possesso tra i Bulgari, Veneziani, Svevi, Angioini, ecc., finché nel 1389 sopraggiunsero gli invasori turchi.

La dominazione turca

(1389 -1912)

I principati locali resistettero uniti sotto la guida del principe Gjergj Kastrioti (Giorgio Castriota), detto Skanderbeg (1405-1468), che combattè con successo contro i Turchi, guidando l' insurrezione del popolo albanese, terrorizzato dai metodi repressivi dei dominatori.
Durante la lotta degli Albanesi contro gli Ottomani continuò a svilupparsi il processo di formazione di un unico Stato centralizzato, ed il vessillo della famiglia Kastrioti, con l' aquila nera bicipite in campo rosso, divenne la bandiera nazionale albanese.
Alla morte di Skanderbeg, gli Albanesi furono travolti dall'impero ottomano, che non aveva mai cessato di spedire regolarmente eserciti guidati dai più abili pascià turchi.
La definitiva occupazione ottomana portò con sé la rovina economica del paese e la decadenza della cultura autoctona, con la distruzione di città, opere d'arte e architettoniche e la conversione di gran parte della popolazione alla fede musulmana.

Numerose rivolte caratterizzarono il dominio turco, senza tuttavia abbatterlo.
Fu solo l'indebolimento della Turchia a opera della Russia (1877 –78) a dare nuova forza al movimento indipendentista albanese, che dal 1940 aveva cominciato a richiedere con insistenza prima il riconoscimento dei diritti politici e culturali dell' Albania, e dopo l'indipendenza.
Risale a questo periodo l' apertura della prima scuola albanese (1877) e l' introduzione di un alfabeto comune in tutto il Paese, in uso ancora oggi.

All' inizio del '900, sotto la minaccia dello smembramento e dell' annessione del territorio da parte delle monarchie balcaniche, le forze rivoluzionarie albanesi ripresero vigore: nel 1910 scoppio' la rivolta contro i Turchi.
Durante la prima guerra balcanica, in reazione alle incursioni in territorio albanese della coalizione nemica, Ismail Kemal Bey il 28 novembre 1912 proclamò l'indipendenza.
Le potenze europee riconobbero tale indipendenza ma affidarono il potere al principe tedesco Guglielmo di Wied (aprile 1914).

Tra le due guerre

(1914 - 1945)

Lo scoppio della prima guerra mondiale spazzò via questa fragile costruzione politica. L'Italia, la Grecia e vari altri paesi occuparono l'Albania, la cui indipendenza fu riconosciuta finalmente nel 1920.

Continue crisi interne laceravano pero' il paese: nel 1924 si scatenò la rivoluzione democratico-borghese contro i latifondisti reazionari e pochi mesi salì al potere un governo progressista.
La controrivoluzione non si fece attendere e il governo democratico fu rovesciato dai reazionari guidati da Ahmet Zogu, che si fece eleggere nel 1925 presidente della repubblica e nel 1928 si proclamò re (in realtà con poteri dittatoriali).
Sotto questo regime, l' Albania continuò ad essere il paese più arretrato d'Europa: nel 1938 l' 80% della popolazione viveva di agricoltura; l' istruzione universitaria e le istituzioni culturali mancavano del tutto; non esisteva assistenza sanitaria; la malaria era una malattia sociale; l' età media era di 38 anni.

Nell'aprile del 1939 l' Albania fu occupata dalle truppe di Mussolini.
Contro queste gli Albanesi opposero una resistenza eroica, mentre si creava un tessuto di nuclei partigiani e intellettuali socialisti che nel 1941, sotto la guida di Enver Hoxha, e in clandestinità, fondarono il partito comunista albanese.

Dopo il ritiro delle truppe tedesche (proclamazione della liberazione il 29 novembre 1944, festa nazionale), Hoxha proclamò l'11 febbraio 1945 la Repubblica Popolare d'Albania.

La Repubblica Popolare d' Albania

(1945 - 1991)

Il regime di Hoxha aveva davanti un compito immane: portare l' Albania fuori da secoli di oscurantismo, da un medioevo prolungato fino ai gironi nostri.
C'era quindi l'urgente necessità di legarsi a nazioni più progredite.
Ma il ricordo di secoli di vessazioni straniere era troppo vivo perché il giovanme Stato si prestasse ad allenze che ne limitassero l' indipendenza ideologica e politica. Comincia quindi il balletto di allenza e rotture –anche clamorose- con i paesi comunisti “fratelli”.
Fino al 1948 vi fu un'unione doganale e monetaria con la Jugoslavia, ma la rottura tra la Jugoslavia e l'Unione Sovietica spinse l'Albania unicamente e decisamente verso l'URSS. Con la destalinizzazione, avviata nell'URSS a partire dal 1956, i rapporti tra i due stati si raffreddarono e dopo una rottura definitiva, avvenuta nel 1961, l'Albania si avvicinò alla repubblica Popolare Cinese. L'invasione di truppe sovietiche in Cecoslovacchia nel 1968 determinò l'uscita dell'Albania dal patto di Varsavia. Nel 1977-78 l'Albania (che nel frattempo si era completamente isolata dall'Europa), dissentendo dall'orientamento pragmatico adottato da Pechino, prese le distanze anche dalla Cina.

Hoxha guidò la rinascita del paese con pugno di ferro, elaborando una costituzione di forte stampo stalinista, bandendo la proprietà privata e la possibilità di professare una fede, liberandosi senza scrupoli degli avversari politici, e dando vita alla Segurimi, la temibile polizia di stato con compiti di spionaggio (pare vi fosse coinvolta quasi la metà della popolazione).
Per il terrore di possibili invasioni, ricoprì il territorio di bunker di cemento, oggi diroccati ricoveri di nomadi e animali.

In seguito, però, dopo la morte di Hoxha avvenuta nel 1985, l' Albania sembro' non sopportare più la “dittatura del proletariato”, e si determinò una cauta apertura del Paese; il successore di Hoxha, Ramiz Alia, diede avvio a un riavvicinamento economico e politico con l'Occidente e, sotto la pressione di sanguinose ribellioni scoppiate in tutto il Paese, a qualche concessione e a qualche riforma, ostacolata però dagli eredi di Hoxha ancora largamente sostenuti nelle campagne: nelle elezioni del 1991 questi ultimi hanno conquistato una larga maggioranza parlamentare, rendendo così incerto e difficoltoso il processo di democratizzazione del regime.

Intanto, la parte più povera ed esasperata della popolazione comincia a prendere la strada dell' espatrio.

   
Popolazione  
Gruppi etnici Albanesi 97%, Greci 2%, Slavi 1%.
[materiale informativo
gentilmente fornito da
luana carbonini]

L'Albania à il paese più “giovane” d'Europa per l'età media dei suoi abitanti.

Circa la metà della popolazione lavora nell'agricoltura.

L'Albania è, insieme con la Turchia, uno dei maggiori produttori mondiali di cromo. Può contare inoltre su ricchi giacimenti di rame, nichel e ferro.

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