ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėvet tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

VICEPARROCI   STRANIERI 

Il calo delle vocazioni sacerdotali e monacali non ha risparmiato neppure la Diocesi di Lungro, composta da diciannove parrocchie ricadenti in provincia di Cosenza, due in provincia di Potenza; una rispettivamente a Cosenza, Lecce e  Pescara.

Dal 1919, anno della sua istituzione, l’Eparchia (Diocesi) di Lungro sancisce la conquista della indipendenza religiosa della comunitą arbėreshe e funge, inoltre, da nucleo di unitą pastorale e disciplinare.

Folta davvero la presenza di  sacerdoti  stranieri  sposati  (č celibe solo il viceparroco impegnato  nella  sua missione a Vaccarizzo Albanese), che da qualche anno affiancano i parroci titolari nei loro compiti pastorali in diversi centri  di lingua albanese ancora legati al rito greco-bizantino. Sono undici e provengono da due Paesi dell’Est europeo: Ucraina e Romania.

Ucraini sono i viceparroci rispettivamente di Lungro e Farneta.

Ben nove i sacerdoti rumeni che collaborano con i rispettivi parroci di Lungro (Cattedrale); Acquaformosa; Castrovillari; Plataci; San Demetrio Corone; Santa Sofia d’Epiro; San Giorgio Albanese; San Benedetto Ullano e Vaccarizzo Albanese. Sono tutti giovani cattolici di rito bizantino,  ordinati sacerdoti dai vescovi dei loro Paesi di provenienza, tranne il viceparroco ucraino domiciliato a Lungro e  quello di San Demetrio Corone, in quanto entrambi sono stati ordinati dall’Eparca (Vescovo) di Lungro, Monsignore Ercole Lupinacci, al termine dei loro studi religiosi compiuti nel seminario regionale di Catanzaro.

Attualmente il seminario maggiore eparchiale, situato nel centro storico di Cosenza accanto alla parrocchia del SS Salvatore, č frequentato da sette                          giovani aspiranti sacerdoti (quattro stranieri e tre  italiani), che ricevono la formazione culturale e spirituale necessaria al loro ministero.

La figura del parroco con famiglia oggi č una presenza frequente e affatto insolita nelle comunitą calabro-albanesi e gli stessi parrocchiani apprezzano l’immagine del prete sposato. Una figura completa, in grado di calarsi nel ruolo di genitore, capo famiglia e di coniuge.

Adriano Mazziotti

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