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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

ACCADDE A SPEZZANO E DINTORNI NEL NOVEMBRE DEL….

 

01/11/1983   Muore a Spezzano don Francesco Gullo alla veneranda età di 98 anni. Fu l’ultimo presbitero di una lunga serie di 17 originatasi nel  1620 con il papas di rito greco bizantino don Pietro Antonio Lanza, ad avere il titolo di Arciprete. Tutte le spese funerarie furono sostenute dalla Cassa Rurale ed Artigiana che lui aveva fondato nell’ormai lontano 2 ottobre del 1919.

02/11/1614   Papas Don Martino Barbato risulta ministro in un battesimo. Dopo tale data pare abbia lasciato la cura delle anime per età e condizioni di salute. Morirà nel 1618 alla presumibile età di 65 anni circa.

03/11/1471   Risale a tale data il più antico documento relativo alla presenza di comunità albanesi in provincia di Calabria Citra. Si tratta dello strumento redatto dal notaio Andrea de Angelis di Terranova, tra l'abate di Sant’Adriano, Paolo Greco e la comunità degli Albanesi di San Demetrio, ove sono stabiliti in forma ufficiale, i rapporti, le concessioni e gli obblighi tra le parti contraenti. Il documento può considerarsi l’atto costitutivo della comunità sandemetrese.

04/11/1649   Risale a tale data la prima citazione ufficiale nei documenti parrocchiali della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Spezzano.

05/11/1414   Concilio di Costanza. Permise la composizione del grande scisma d’Occidente con la deposizione del Papa romano Gregorio II, di quello eletto dal concilio, Giovanni XXIII e di quello di Avignone, Benedetto XIII e l’elezione di Martino V. Inoltre condannò Jon Huss e promulgò il decreto sulla supremazia del Concilio sul Papa. Si chiuse il 22 aprile del 1418.

06/11/1779   Nasce a Lungro Abramo De Marchis da Pasquale e Giulia Basti. Laureato in diritto presso l’ateneo napoletano, fu Governatore Regio di Cassano, Giudice di pace a Longobucco e Dirigente della divisione demaniale presso la Sottointendenza di Castrovillari. Allontanatosi presto dal corrotto sistema dalle cariche pubbliche, si immerse negli studi pubblicando l’opera filosofica “Saggi Morali”. Persa la figlia e la moglie, si dedicò agli studi classici. Morì in piena solitudine nel 1830, lasciando numerose opere fondamentali anche in campo matematico, poetico e giuridico, influenzando il nuovo concetto di diritto pubblico nel Regno.

07/11/1860   Garibaldi consegna a Vittorio Emanuele nel palazzo reale di Napoli i risultati del Plebiscito. Vengono intanto stabilite per il 27 gennaio 1861 le votazioni per l’elezione del nuovo parlamento nazionale.

08/11/1462   Risale a tale data il primo documento scritto in lingua albanese che si conosca. E’ la formula di battesimo indicata dal Vescovo di Durazzo, Pal Engjëll (Paolo Angelo), cugino di Skanderbeg, da profferire in caso di necessità da parte di chiunque:Untè paghesont premenit Atit et Birit et Sperit Senit” (Un të pagëzonj pr’emënit Atit, t’Birit e t’Shpertit Shenjt) (Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo). Il documento scritto in dialetto ghego a caratteri latini, è conservato nella biblioteca Laurenziana di Firenze e fu scoperto dallo storico romeno Nicola Jorga che lo pubblicò nel 1915.

09/11/1225   Morta Costanza d’Aragona nel 1222, il trentenne Federico II sposa nel duomo di Brindisi la tredicenne bruttina, Isabella (o Jolanda) di Brienne, figlia di Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme. La prima notte di matrimonio, Federico pensò bene di  consolarsi con la cugina della moglie, Anais, una dama di compagnia ventenne, procace e disinibita. Isabella gli diede due figli, Margherita e Corrado IV e morì nel 1228, a soli 16 anni, appena dieci giorni dopo il parto.

10/11/1189   Venerdì - All’età di 36 anni e dopo 24 di regno, muore senza eredi, Guglielmo II, detto “il Buono”. Il regno di Sicilia, (lasciato in eredità alla sorella Costanza d’Altavilla) per volontà della nobiltà normanna, passa a Tancredi D’Altavilla conte di Lecce dal 1149, Figlio naturale di Ruggero duca di Puglia e di Emma dei conti di Lecce. Per mantenere il regno, lotta contro Enrico VI, marito di Costanza d’Altavilla e contro Riccardo Cuor di Leone (fratello di Giovanna, già sposa di Guglielmo II). Morì a Palermo nel 1194 lasciando il trono conteso al figlio Guglielmo III.

11/11/1667   Viene pubblicato il bando di concorso per la nomina del nuovo arciprete di rito latino. Non vi erano dubbi sul possibile vincitore. Don Vincenzo Mangiacavallo, (cognome poi mutato in Magnocavallo), era il più interessato alla nomina vista l’attività propagandistica che aveva svolto in favore del rito latino. Un’occasione per ritornare all’antico rito si ripresentò agli spezzanesi nel 1919, quando la Santa Sede, ritenendo strategica la posizione topografica di Spezzano, a cui fanno da corona la gran parte delle comunità arbëresh del cosentino, la propose come sede della istituenda eparchia greca. Ma lo scarso gradimento delle autorità religiose della diocesi, fece propendere la scelta in favore della vicina comunità di Lungro.

12/11/1535   L’imperatore Carlo V, di ritorno dalla spedizione di Tunisi, ne approfitta per fare un giro del Regno di Napoli. Dal 7 al 9 novembre visitò la città di Cosenza. Viene quindi ospitato (dal 9 al 12) con tutta la sua corte dal Principe di Bisignano Pietro Antonio Sanseverino, presso la tenuta di San Mauro, nel grande castello “Fatto di legno” al centro di una amena campagna ricca di boschi, frutta e selvaggina, (in una sola battuta di caccia furono abbattuti 45 cinghiali) con un ricevimento, la cui sontuosità, sfarzo e profusione di cibi, bevande e ricchi doni, meravigliarono a tal punto l’Imperatore da fargli esclamare la celebre frase: “Prence, vos es el Rey, o el Prence de Bisignano?”. La costruzione del complesso di San Mauro, impressionò l’Imperatore Carlo V per la sobria eleganza degli ambienti. Nell’occasione Giulia Orsini, moglie del Principe, pare non abbia resistito alle avances imperiali, ma Pietro Antonio fece finta di nulla, essendo molto interessato ad ottenere altri privilegi dal sovrano. La costruzione del castello situato nei  pressi dell'antica Copia-Thurioi era stata iniziata nel 1515 da Bernardino Sanseverino, utilizzando in parte i resti in pietra della distrutta colonia ateniese.

13/11/1851   Gaetano Grimaldi, Procuratore Generale del Re presso la Gran Corte Criminale e Speciale della Calabria Citeriore, dopo aver istruito il processo per i moti del 1848, presenta in un manoscritto di 244 pagine i suoi atti di accusa contro 170 imputati scesi poi a 139, (molti nel frattempo morirono e ad altri venne concessa la libertà provvisoria). Gli imputati raggruppati in 16 distinte cause, erano definiti «…demagoghi, settari, antidinastici, nemici irriducibili e spietati del Re, il quale, invece, è il padrone generoso, clemente e savio e il cui nome non si pronunzia senza il tradizionale D.G. (Dio Guardi)». Dei patrioti a noi più noti, Giuseppe Pace, Domenico Mauro, Benedetto Musolino, ed altri furono condannati a morte. Domenico Damis ed Ercole Musacchio a 25 anni di ferri. Vincenzo Luci, contumace, a 25 anni di carcere duro (lavori forzati), Carlo Poerio a 24.  

14/11/1434   Luigi III d’Angiò, erede designato al trono di Napoli e freschissimo sposo, colto da febbre improvvisa, muore nel castello di Cosenza. Stava combattendo a Taranto contro Giovanni del Balzo Orsini, principale sostenitore di Alfonso V d’Aragona. Il suo cuore venne portato in Francia alla madre, la regina Violante, mentre il corpo lasciato per testamento all’arcivescovado di Napoli, restò nella cattedrale di Cosenza. Dal 1852, della sua sepoltura si è persa ogni traccia. La giovane sposa, dopo altri due matrimoni nel 1444 e nel 1450, morì a 59 anni, il 30 settembre del 1479. Sul trono di Napoli, la Regina Giovanna II, oppone al già insediato Alfonso V d’Aragona,  il fratello minore di Luigi III, Renato I d’Angiò, duca di Lorena che, dopo aver lottato senza successo per la conquista del regno, nel 1442 ritorna in Francia.

15/11/1537   Secondo quanto hanno scritto i napoletani Silvio e Ascanio Corona, Giulia Orsini, moglie del Principe di Bisignano, Pietro Antonio Sanseverino, venne strangolata in Cassano da Bernabò Pescara (meglio conosciuto come l’Abate Pescara). Giulia che, pare avesse ceduto al capriccio di Carlo V nel 1535 a San Mauro, si sarebbe concessa a Muzio Brancaccio a Miglionico, in Basilicata. Pietro Antonio, rientrato da Milano, fece sparare l’amante e avvelenò la moglie che però non morì in quanto avvezza al veleno che aveva preso a piccole dosi nel tempo. Per evitare l’incriminazione il Principe fece un donativo di 30 mila scudi al viceré Don Pedro de Toledo. Da questo servigio reso a Pietro Antonio Sanseverino derivarono le fortune della famiglia Pescara. Questa versione dei fatti pare poco credibile se si confronta con una lettera di Giulia Orsini spedita da Senise (Potenza) il 15 dicembre 1537 che, oltre a smentire la data della sua morte, mostra il profondo affetto che la legava al marito. Giulia Orsini, comunque, morì qualche tempo dopo, visto che nel 1539 il principe di Bisignano per la terza volta convolò a giuste nozze.

16/11/1916   La società “Garga” di Cassano Jonio porta a Spezzano l’illuminazione elettrica. Alle ore 19 si accendono le luci in paese. La gente non credeva ai propri occhi. Domenico Russo, impiegato comunale  addetto all’accensione delle lucerne ad olio e a petrolio agli angoli delle strade principali, resta disoccupato.

18/11/1914   Nasce a Frascineto il papas Francesco Solano che assunse lo pseudonimo di “Dushko Vetmo” (Bosco solitario). Poeta e traduttore, per 15 anni ha diretto la cattedra di lingua e letteratura albanese della facoltà di lettere e filosofia dell’Università della Calabria. Fra le principali opere letterarie: “Bubuqe t’egra” pubblicato a Buenos Aires nel 1946. E’ morto nel 1999.

19/11/1250   Durante una battuta di caccia, mentre si spostava da Torremaggiore a Lucera, Federico II, colto da un violento attacco di dissenteria e forti dolori viscerali, viene portato nel vicino palazzo di Fiorentino per le prime cure. Lo “Stupor mundi” rende l’anima a Dio il 13 dicembre all’età di 56 anni. Rendendosi conto che sta per approssimarsi la sua fine terrena, decide di indossare l’abito cistercense e, in piena lucidità di mente, dopo essersi confessato dall’amico Bernardo di Casacca, esala l’ultimo respiro. Fra le cause della morte non è del tutto escluso l’avvelenamento da arsenico. Attorno al suo capezzale erano fra gli altri il figlio Manfredi, il genero Riccardo conte di Caserta, il medico Giovanni da Procida, il nobile calabrese Pietro Ruffo e il nipote Folco. Manfredi nel comunicare al fratello Corrado la dipartita del padre così scrive: “Cecidit sol mundi qui lucebat in gentibus”. Il 25 febbraio del 1251 la salma imbalsamata, giunta a Palermo, viene tumulata nel Duomo in un’urna di porfido rosso. Alla notizia della morte, Innocenzo IV scrisse: «Esultino i cieli!. Si rallegri la terra, è morto il persecutore!». La corona di Sicilia passa al figlio Corrado IV (pronipote di Ruggero II). Trovandosi in Germania viene nominato reggente il fratellastro Manfredi, figlio naturale (poi legittimato) avuto nel 1232 dalla Contessa Bianca Lancia.

20/11/1869   Nasce a Pizzo (oggi in provincia di Vibo Valentia) Antonio Anile da Leoluca e Amalia Tozzi. Poeta, scrittore e scienziato di fama internazionale. La sua opera di docente e di scienziato è documentata, oltre che da due trattati di anatomia umana, anche da ricerche sulle ghiandole duodenali, sui gangli nervosi e sulle localizzazioni cerebrali. Ebbe anche interessi di storia della scienza, prendendo in esame l’anatomia nella storia dell’arte. Aderì al Partito Popolare Italiano e fu eletto alla Camera dei deputati nella XXV e  XXVI legislatura. Nel governo Bonomi, fu sottosegretario alla pubblica istruzione (5 luglio 1921-26 febraio 1922) e nel successivo gabinetto Facta, Ministro della Pubblica Istruzione (26 febraio 1922 – 1° agosto 1922). Il 23 maggio 1922 presentò il progetto di legge per l’istituzione dell’esame di stato per tutte le scuole superiori, progetto poi ripreso e realizzato da Giovanni Gentile. Riconfermato Ministro della Pubblica Istruzione nel secondo Gabinetto Facta, rimase in carica fino all’ottobre del 1922. Dopo il 1925 cominciò ad appartarsi dalla vita politica sino a ritirarsi del tutto verso il 1930, manifestando così la sua avversione al regime fascista. Morì a Raiano d’Aquila il 26 settembre del 1943.

21/11/1606   Muore a Napoli il 5° Principe di Bisignano, Niccolò Bernardino Sanseverino, senza eredi. L’unico figlio maschio Francesco Teodoro,  gli era premorto il 27/11/1595. L’eredità è pretesa dalla nipote Giulia Orsini, Signora di Vaglio, (figlia della sorella Felicia e del duca di Gravina Antonio Orsini) che può essere considerata la 6° Principessa di Bisignano fino alla morte senza eredi, probabilmente avvenuta nel 1609. Donna Giulia, lascia erede delle sue “pretese” lo stesso Re di Spagna Filippo III, che stabilisce la successione in Bisignano a favore di Luigi Sanseverino (n. a Saponara il 28/04/1588 e m. l’11/03/1669), discendente del ramo collaterale dei conti di Saponara, originati dal Barone di Viggianello Giovanni Antonio (fratello del  2° principe di Bisignano Girolamo Sanseverino), che il 4/7/1477 aveva sposato Enrichetta Carafa. Giulia Orsini sposa in prime nozze nel 1582 Giovanni Battista Spinelli Marchese di Fuscaldo; in seconde nozze Don Tiberio Carafa, Principe titolare di Bisignano e cavaliere del Toson d’Oro. Il nipote di Donna Giulia, Michele Antonio (n. 1538 m. 1589), 7° Duca di Gravina, conte di Campagna, patrizio napoletano e Signore di Castrovillari, anch’egli pretendente all’eredità Sanseverino ebbe, in cambio della rinuncia, il ducato di San Marco.

22/11/1908   Si chiude in Albania il Congresso di Monastir i cui lavori iniziarono il giorno 14. Fu un grande convegno internazionale che vide la partecipazione di intellettuali provenienti da tutte le diverse aree albanofone con l’intento di stabilire e adottare un alfabeto unanimemente riconosciuto che garantisse unità letteraria oltre che popolare, scavalcando la faziosa e sterile lotta tra le due componenti linguistiche “ghega” e “tosca”. Il congresso sancì la nascita del nuovo alfabeto albanese tuttora in uso.

23/11/1936   Nasce a San Giorgio Albanese, Monsignor Ercole Lupinacci. Sarà il terzo eparca di Lungro alla morte di Monsignor Giovanni Stamati avvenuta il 27 maggio del 1987. Proveniva dall’eparchia di Piana degli Albanesi ove ricopriva la stessa carica dal 1981.

24/11/1798   Ferdinando IV di Borbone, nel tentativo di porre un argine al vento napoleonico, marcia per occupare Roma, ove la ventata rivoluzionaria aveva già prodotto la Repubblica Romana. 

25/11/1478   Nel castello di Terranova da Sibari, dove si trovava per riscuote tributi per conto del re di Napoli, colto da malore per aver mangiato funghi rivelatisi velenosi, muore – e con lui fanno la stessa fine il maggiordomo e altre persone del suo servizio – il figlio naturale del Re di Napoli Ferdinando I d’Aragona, il viceré di Calabria, Don Enrico d’Aragona. Il fratello Cesare si salvò. Enrico lasciò due figli: Caterina ed Aloise e la moglie Polissena incinta, che per salvare il marito si era rivolta perfino a San Francesco di Paola. Questi le rispose che «… non possia fare alcuna cosa perché lo Signor Dio volia lo dicto Signor Don Enrico con ipso…».

26/11/1809   Istituzione a Spezzano dello Stato civile e dei registri di nascite, morti, matrimoni, decretata nel 1806. Contemporaneamente viene istituita la figura del medico condotto e fiscale, impiegato comunale al servizio della collettività. Fra i primi a ricoprire la carica, furono Angelo Cucci, Gaetano Cucci e Andrea Staffa.

27/11/1095   Durante uno speciale incontro generale del concilio di Clermont, Papa Urbano II, di fronte ad una straordinaria moltitudine di laici ed ecclesiastici annuncia pubblicamente l’idea della prima crociata. Il discorso del papa venne accolto entusiasticamente al grido di «Dio lo vuole!». L’impresa si trasformò ben presto in una sorta di pellegrinaggio armato verso Gerusalemme da parte di una patetica moltitudine disordinata guidata da Pietro l’Eremita che venne fatta a pezzi dai Turchi a Civetot  in Asia Minore, lontano da Gerusalemme e dalla Terra Promessa.

28//11/1912  Approfittando della guerra balcanica fra Serbi, Bulgari, Montenegrini e Greci, coalizzati in una lega contro i Turchi, i capi albanesi, a Valona, riuniti in un congresso nazionale, proclamarono l’indipendenza della nazione albanese sotto la presidenza provvisoria del musulmano Ismail Qemal Bey. Tirana conta 12.000 abitanti. Si esaurisce un importante capitolo nella storia culturale della minoranza italo-albanese. Viene così a cadere un motivo su cui erano accentrati la tensione ideale e l’impegno culturale dell’intellighenzia arbëreshe, che si trova ora imbrigliata nella politica imperialistica dello Stato italiano.

30/11/1730   Padre Giorgio Guzzetta, (Piana degli Albanesi – Pa – 1682/1756), poeta popolare di formazione ecclesiastica (appartenne ai Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri)  fonda a sue spese il Seminario Italo Greco di Palermo che assolse al medesimo ruolo del Collegio Corsini in Calabria. Nel 1734 l’Istituto, che accoglierà poi lo stesso Crispi, venne riconosciuto da Carlo III.

Raffaele Fera

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