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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

Speciale

I riti della Grande e Santa Settimana nella Eparchia Bizantina di Lungro

Le popolazioni italo-albanesi di rito bizantino dei comuni ricadenti nella giurisdizione dell’Eparchia di Lungro si apprestano a vivere i momenti della Grande e Santa Settimana e della Domenica di Pasqua. Sono così chiamati per diverse ragioni dovute sia per l’ampiezza delle ufficiature, sia per la maggiore austerità del digiuno e sia per il grande mistero della salvezza che si ricorda. San Gregorio di Nazianzo chiama la Pasqua “il giorno regale”, “la festa delle feste”. “Neppure oggi il carattere sacro ed unico della Settimana Santa – commentava Mons. Giovanni Stamati, vescovo di Lungro di felice memoria - nonostante il processo, insidioso ed aggressivo insieme, della

secolarizzazione, è andato perduto; anzi, sotto certi aspetti, viene recuperato con la riscoperta del contenuto più profondo dei misteri della salvezza.

Nel rito bizantino la Settimana Santa è una ritualizzazione degli eventi dolorosi della passione, morte e risurrezione di Cristo, fatta dalla Chiesa nella Liturgia, in cui la comunità cristiana viene profondamente coinvolta, fino a identificarsi coi personaggi che prefigurarono, furono testimoni, vissero anche ruoli opposti e annunciarono la salvezza operata dal Cristo. L’esplosione del canto Christòs Anèsti (Cristo è risorto) nella mattina di Pasqua, ripetuto infinite volte, è la vittoria di Cristo risorto che presenta al Padre la nuova creatura. Il quel Christòs Anèsti - sottolineava il presule – c’è tutto il peso del cammino faticoso dell’uomo, scacciato dal paradiso terrestre per la sua ribellione, che attraverso i millenni attende la sua salvezza, ma c’è anche tutta la gloria di Dio, che in Cristo sconfigge il male e il suo effetto fisico, la morte, e ricompone la comunione tra l’uomo e Dio”.

E’ questa una sintesi efficace per capire quello che accadrà in questo grande evento cristiano nelle chiese delle comunità non solo albanesi. Nella spiritualità bizantina, in questo particolare momento liturgico, traspare il significato autentico del mistero pasquale, tanto è vero che i riti sono molto seguiti da fedeli della Chiesa “latina” provenienti anche da fuori regione.

Per quanti vogliono partecipare ai sacri riti che si svolgeranno nella Cattedrale Greca di Lungro diamo di seguito un sintetico orario delle ufficiature.

Domenica delle Palme, ore 10.30 solenne liturgia con processione; ore 18 mattutino del Nynfios.

Lunedì, martedì e mercoledì Santo: ore 8 Projasmeni; ore 18 mattutino del Nynfios.

Giovedì Santo: ore 10 vespro e solenne liturgia dell’istituzione dell’Eucaristia; ore 17,30: mattutino della Passione di Cristo con lettura di  12 brani del Vangelo, processione ed esposizione del Crocifisso.

Venerdì Santo: ore 7,30 recita delle Grandi Ore; ore 11, Ora IX, vespro della deposizione e adorazione della Croce; ore 18 mattutino del seppellimento con lamentazioni sul Cristo Morto, solenne processione e riflessione della passione.

Sabato Santo: ore 10 vespro e solenne liturgia con preannuncio della Risurrezione.

Grande e Santa Domenica di Pasqua: ore 5,30 funzione della santa risurrezione con il canto del Christòs Anèsti!, mattutino e santa messa solenne con il bacio del Vangelo; ore 10 solenne pontificale del Vescovo.

Maria Frega

13/04/2003

 
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